Il Governo schizofrenico

A questo punto sembra che l’accordo politico tra i 5Stelle e Lega si stia sfarinando e quanto sembrava una intesa innaturale sia ora confermata tale dai fatti.

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È sufficiente osservare quanto accade nel Governo nazionale per capire che siamo di fronte a una sorta di schizofrenia comportamentale. Non passa giornata che i due capi cordata giallo-verdi litighino quasi su tutto.

L’ultima vicenda sulla quale non c’è intesa, il bonus per chi acquista auto ibride o elettriche e la tassa che  penalizza chi invece acquista quelle tradizionali a conduzione termica, è un ulteriore motivo di conflittualità tra le parti. Fatto sta che queste situazioni di indeterminatezza, generano dubbi sulla capacità di tenuta del Governo provocando timori nei mercati che si comportano di conseguenza, con pericolose oscillazioni borsistiche e aumento dello spread.

Il famoso contratto sottoscritto da SalviMaio non è più quel riferimento inossidabile che era all’inizio dell’avventura governativa ma è diventato oggetto di frequenti contestazioni, disconosciuto a seconda della opportunità dall’uno o dall’altro contraente.

A questo punto sembra che l’accordo politico tra i 5Stelle e Lega si stia sfarinando e quanto sembrava una intesa innaturale sia ora confermata tale dai fatti.

I 5Stelle stanno impazzendo e le tante anime che compongono il movimento sono incapaci di trovare un minimo comune denominatore che consenta di avere idee chiare per obiettivi comuni tra loro. A differenza della Lega i penta-stellati non hanno esperienza, competenza politica e amministrativa che li porta inevitabilmente a configgere. L’implosione potrebbe essere imminente e creare le condizioni per pensare a un nuovo governo che possa ridare fiducia a cittadini, imprese e mercati.

Una situazione quella che sta vivendo il Governo, che si estende anche ad altre realtà: i partiti vivono notevoli difficoltà nel rapporto con la società. Un caso emblematico lo troviamo nel Partito Democratico nella preparazione del suo Congresso nazionale. Un altro evidente manicomio, quello del Pd, che lo sta portando allo sfascio con al suo interno guastatori specializzati per accelerare il processo del suo probabile, prossimo scioglimento. Tutto questo orizzonte che si sta sfarinando da una parte, quanto dall’altra, per inciso meglio precisare che i dati confortanti per la Lega sono del tutto contingenti e non hanno nulla che garantisca la loro permanenza, anima ormai da qualche decennio il panorama nazionale e non solo nazionale.

Questa stranezza ha permesso la comparsa di soggetti piuttosto strani, del tutto improbabili in tempi politicamente più seri, che possono essere riassunti nei soggetti di Berlusconi, Grillo, Renzi, Di Maio. Escludo Salvini perché ha una sua struttura politica che non può essere ricondotta ai soggetti menzionati; Salvini potrebbe essere più prossimo a una dimensione collocabile anche nella prima Repubblica. Mentre tutti gli altri sono delle comparse che sigillano il dramma della sfera politica degli ultimi due decenni: la fragilità delle strutture politiche hanno generato figure poco organiche e inadatte a saper mantenere una linea di condotta duratura.

Prendo come esempio Renzi. In questo frangente il fiorentino mette in luce tutta la sua variopinta capacità di tenere sotto scacco una intera compagine di opposizione perché oscilla con molta noncuranza, dal tentare la sortita di un nuovo gruppo politico e la gestione dietro le quinte di questo frastornato Partito Democratico.

La conclusione è che c’è una misera produzione di idee politiche e quindi il destino è affidato solo ai saltimbanchi che oggi possono dire una cosa e domani farne un’altra.

L’esempio più eclatante, e tutti dovevano capirlo, è la frase di Renzi rivolta a Letta: “stai sereno”.