Il magistero sociale è teologico: per la “guerra giusta” come per la pena di morte. Pillole di teologia su “L’Osservatore Romano”.

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Dio è amore e solo amore, come tale non può chiedere l’esercizio della violenza di un credente su un essere umano, in nessun senso e in nessun momento. D’altronde, come ha detto Benedetto XVI a Regensenburg, «agire con violenza è contro la natura dell’anima e di Dio».

Antonio Staglianò 

Se la Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II ha stabilito che la dottrina sociale della Chiesa appartiene al campo della teologia e della teologia morale (cfr. n. 41), allora anche il magistero sociale è teologico: e lo è davvero, quando Fratelli tutti chiede di eliminare la pena di morte, impegnando tutti i cattolici a promuovere iniziative ad ampio raggio, perché gli Stati la eliminino definitivamente, insieme all’ergastolo che è una forma di pena di morte prolungata nel tempo.

Si può capire la natura teologica di questo “gesto” del Papa, pensando al fatto che la pena di morte era stata già tolta dal Catechismo della Chiesa cattolica, in quanto — pur coerente con la dottrina sociale della Chiesa in extrema ratio — è assolutamente incompatibile con il Vangelo e la rivelazione cristiana. Perché? Semplice, perché Dio è amore e solo amore, per il Maestro di Nazareth. Come tale non può chiedere l’esercizio della violenza di un credente su un essere umano, in nessun senso e in nessun momento. Questo è cristianesimo “puro”, ineccepibile, svelamento del vero volto di Dio Padre del Figlio che dona lo Spirito.

E non è di questo che si occupa la teologia, in quanto scienza di Dio? Nel documento sulla fratellanza umana, firmato da Papa Francesco insieme al grande imam ad Abu Dhabi, emerge chiaro fin dove il cristiano si può spingere nel dialogo interreligioso su Dio. In quel documento c’è scritto: «Non ucciderai l’anima innocente». L’islam impone per dovere religioso di uccidere l’anima colpevole, perché «Allah lo vuole» e i musulmani sono sottomessi ad Allah, a questo preciso volto di Dio. Fratelli tutti invece è un documento tutto cristiano che firma solo il Papa: qui è evidente il compimento del volto di Dio solo amore che chiede di non uccidere nessuno, perché «agire con violenza è contro la natura dell’anima e di Dio» (Benedetto XVI a Regensburg).

Il concetto di “guerra giusta” va allora ricompreso, in questa direzione, alla luce del Vangelo, dalla teologia che serve la Chiesa e l’umano di tutta l’umanità.

Fonte: L’Osservatore Romano del 19 maggio 2021. L’articolo è qui riproposto per gentile concessione del quotidiano ufficioso della Santa Sede.

 

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