Il mondo cambia. Ma come? La minaccia del Great Reset non va sottovalutata.

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Sulla scia delle considerazioni legate alle vicende di Tangentopoli, con i ripensamenti e le autocritiche che per fortuna emergono nell’ambito della politica, l’autore propone un dubbio poco amletico sul destino dell’umanità a seguito della sofisticata e invasiva gestione della pandemia.

 

(Giuseppe Davicino)

 

L’equilibrio tra diritti inviolabili da un lato, e giustizia e informazione dall’altro, deve essere allargato alla sfera sanitaria. Va ripristinato un giusto equilibrio tra le esigenze di sicurezza sanitaria, la privacy e l’inviolabilità del corpo umano. Non può reggere ancora per molto una situazione da esperimento sociale alla Mao Tse-tung o alla Pol Pot, dove si è malati fino a prova contraria, come per Davigo i politici sono tutti criminali ancora non scoperti, e dove sta ad ognuno l’onere, incostituzionale, di dimostrare di non esserlo.

 

La via ormai è tracciata: i vaccini, che non immunizzano dal raffreddore, servono solo a introdurre il pass vaccinale. Nel contempo viene portato a termine la messa al bando del contante, sostituito dalle valute digitali emesse dalle banche centrali.

 

Cosicché verranno ampliati i dati certificati dal green pass che sarà digitale, impiantato nell’organismo: esso conterrà non solo la nostra cartella clinica, ma anche la fedina penale, il conto finanziario, i dati fiscali e di ogni altro rapporto con la PA, tutti i dati sui nostri spostamenti, contatti sociali, azioni, la trascrizione di tutte le nostre conversazioni pubbliche e private, resi disponibili da sistemi di sorveglianza totale.

 

Al che la moneta digitale verrà convertita in credito sociale, tramite il quale esisterà solo chi si piegherà totalmente alla tirannia.

 

Ecco, credo che nella stagione degli eccessi di Mani Pulite, regalataci dai nostri “amici” franco-tedeschi (distruggere la Dc per distruggere l’Italia, per realizzare una Europa agli antipodi di quella sognata da De Gasperi e tradendo la fiducia americana accordata, senza merito, alla Germania), non abbiamo visto niente ancora rispetto alla barbarie incipiente.

 

Intendo dire che esiste un rischio in prospettiva. Se i sistemi di sorveglianza (tecnicamente illimitati) non saranno regolarmentati e se non si farà chiarezza su un futuribile utilizzo del sistema dei crediti sociali che per natura implicano la rieducazione (in tutto, ovvero nella salute, nell’alimentazione, nelle opinioni…) allora si potrebbe dire che il Paese intero rischia di assomigliare a un grande lagolai dove “sorveglianza e rieducazione” vengono estese a tutti i cittadini. Meglio discuterne prima, o no? Questi sono temi centrali per il nostro futuro.

 

L’accelerazione in corso del Great Reset non promette nulla di buono e, senza un’iniziativa politica adeguata, il futuro non potrà che riservarci solo la scelta fra differenti tragedie: una nuova riedizione storica del regno dell’Anticristo, come lo furono il nazismo, lo stalinismo (ma molto peggio perché ora la dittatura può penetrare nella sfera più intima della persona, fino ad annullare il libero arbitrio), oppure una stagione di eventi cruenti che potrebbero riguardare il mondo intero come ribellione al sistema più antiumano che mai sia esistito sulla terra.

 

[Testo estratto da una conversazione nel gruppo whattsapp di “Rete Bianca”]