Il rossore della vergogna

Nella maggior parte dei casi sono i genitori a denunciare e a chiedere l’intervento della magistratura.

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Ancora maltrattamenti. Ancora la solita triste notizia di percosse ai danni di bambini nelle scuole dell’infanzia italiane. Ieri Isernia, precedentemente Reggio Emilia, ma il fenomeno si diffonde da un capo all’altro della Penisola. Calci, pugni, spintoni, umiliazioni; taluni “educatori” – forse preda di chissà quali frustrazioni – si trasformano in veri e propri aguzzini di bimbi innocenti.

Nella maggior parte dei casi sono i genitori a denunciare e a chiedere l’intervento della magistratura. La scuola dell’infanzia appare stordita dall’incessante fuoco mediatico che la espone al pubblico ludibrio, giacché l’ottimo lavoro di tanti operatori viene opacizzato dalle scellerate condotte di pochi. È la storia di sempre.

Solo che qui ci sono di mezzo piccoli di età anche inferiore ai 5 anni. Si facciano appropriati test psicoattitudinali per scegliere coloro che svolgeranno la delicata funzione educativa. Si disponga per legge l’obbligo di utilizzo di telecamere negli asili. Ma si faccia presto. Perché l’inerzia altro non genera se non il rossore della vergogna.