Inclusione degli alunni con disabilità: via libera alle nuove norme

Circa il 3% degli alunni che frequentano le scuole italiane, da quelle per l’infanzia alle superiori, è portatore di una disabilità

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Il Consiglio dei ministri ha approvato lunedì, in via preliminare, un provvedimento che interviene modificando le norme in materia di disabilità in ambito scolastico, ponendo in rilievo lo studente e le proprie necessità. Con l’approvazione delle nuove norme vi saranno più sussidi, strumenti, metodologie di studio mirate. I diversi progetti verranno modulati in relazione al tipo di disabilità, attraverso un Piano didattico individualizzato che sappia guardare alle caratteristiche del singolo studente.

“Con il provvedimento approvato in Consiglio dei ministri, che ho fortemente voluto sin dal mio insediamento, facciamo davvero un grande passo avanti – ha detto il titolare dell’Istruzione Bussetti -. Abbiamo lavorato in accordo con le associazioni di settore e l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica. Il governo ha dimostrato di dare attenzione concreta a questi temi. Siamo passati dalle parole ai fatti. Appena insediato – ha aggiunto – ho subito voluto far ripartire l’Osservatorio sull’inclusione, che era rimasto fermo. Per mesi abbiamo lavorato per raggiungere questo risultato […,]”.

In base alla rimodulazione delle norme, l’intera comunità scolastica sarà coinvolta nei processi di inclusione. Verrà rivista la composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: saranno sempre presenti, oltre ad un medico legale che presiede la Commissione, un pediatria o neuropsichiatria e un clinico specializzato nella patologia dell’alunno. Anche i genitori e, dove possibile, nel caso di maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità, potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno, per superare l’attuale impostazione che prevede una meccanica associazione tra la certificazione data ai sensi della legge 104 e il supporto offerto al giovane.

Nascono inoltre i Gruppi per l’inclusione territoriale (Git), formati su base provinciale, ovvero nuclei di docenti esperti che supporteranno le scuole nella redazione del Piano educativo individualizzato (Pei) e nell’uso dei sostegni previsti nel Piano per l’inclusione. I Git avranno anche il compito di verificare la congruità della richiesta complessiva dei posti di sostegno che il dirigente scolastico invierà al preposto Ufficio regionale. A operare sarà altresì il Gruppo di lavoro per l’inclusione, composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori dell’alunno con disabilità, delle figure professionali specifiche, interne ed esterne alla scuola che interagiscono con l’alunno stesso, nonché con il supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare e con un rappresentante designato dall’Ente locale.

Il gruppo di lavoro operativo per l’inclusione avrà il compito di redigere il Piano educativo individualizzato, compresa la proposta di quantificazione di ore di sostegno e delle altre misure a supporto del ragazzo, tenuto conto del suo profilo peculiare. Dal suo insediamento l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica svolge analisi e studio delle tematiche relative all’inclusione degli studenti con disabilità certificata a livello nazionale e internazionale; monitoraggio delle azioni per l’inclusione scolastica; proposte di accordi inter-istituzionali per la realizzazione del progetto individuale di inclusione; proposte di sperimentazione in materia di innovazione metodologico-didattica e disciplinare; pareri e proposte sugli atti normativi inerenti l’inclusione scolastica.