Interrogazione al governo di Dario Parrini per il volantino Br messo all’asta. Anche Fioroni stigmatizza l’episodio.

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Riportiamo il testo integrale della interrogazione a risposta orale che il deputato del Pd ha rivolto al Ministro della cultura, Dario Franceschini, in relazione all’iniziativa della casa d’aste Bertolami Fine Arts di bandire la vendita dì una delle riproduzioni del volantino che le Brigate Rosse diffusero all’indomani dell’eccidio dì Via Fani e il rapimento dì Aldo Moro. A tale riguardo Giuseppe Fioroni, Presidente nella passata legislatura della Commissione parlamentare dì indagine sul “Caso Moro”, ha stigmatizzato l’episodio richiamando tutti al “perenne rispetto” per le vittime, perché – ha detto –  “il loro martirio laico non può essere oggetto dì speculazione in nessun modo”.

 

Redazione

 

Interrogazione a risposta orale

 

Al Ministro della Cultura

 

Premesso che:

 

in data 5 gennaio 2022 è stato reso noto che la casa d’aste Bertolami Fine Arts ha bandito la vendita – con prezzo base di euro 600 – di una delle riproduzioni originali, ciclostilate, del volantino recante il Comunicato n. 1 con il quale le Brigate Rosse, nelle ore immediatamente successive all’eccidio di Via Mario Fani del 18 marzo 1978, rivendicarono l’avvenuto sequestro di Aldo Moro e il barbaro omicidio dei cinque agenti della sua scorta;

 

la notizia ha suscitato vasta e comprensibile riprovazione, sia da parte dei parenti e dei discendenti delle vittime, sia da parte dell’Associazione nazionale funzionari di Polizia;

 

la commercializzazione di documenti così profondamente legati a snodi dolorosissimi della storia della Repubblica desta preoccupazione sotto molteplici profili: da un lato, il valore storico e simbolico di simili documenti dovrebbe escludere che da essi possa trarsi profitto economico; d’altro canto, su un piano più generale, la messa in commercio del volantino denota il rischio di una diffusa banalizzazione di eventi della cui gravità non possono essere disperse la memoria e la consapevolezza, laddove decenza e umanità imporrebbero invece di preservare i documenti, così come i luoghi, che di quella memoria sono veicolo;

 

Considerato che:

 

il d. lgs. n. 42/2004 (cd. Codice dei beni culturali) e in particolare i suoi articoli 59 e seguenti dettano precise condizioni per la commerciabilità di beni e documenti di interesse o rilievo culturale, protetti dal medesimo codice;

 

il Ministro in indirizzo, nell’imminenza del diffondersi della notizia, ha già comunicato che svolgerà accertamenti sulla vicenda, specie al fine di valutare l’effettivo interesse storico-culturale del documento messo all’asta;

 

la vicenda impone altresì di avviare una riflessione sulla conservazione della memoria della gravità degli eventi e delle vicende legati alla violenza e all’eversione terroristica nella storia della Repubblica;

 

si chiede di sapere

 

– quali ulteriori iniziative intenda intraprendere il Ministro in indirizzo per verificare l’effettivo rispetto, nel caso di cui in narrativa, delle prescrizioni contenute nel d. lgs. n. 42/2004;

– quali iniziative intenda altresì intraprendere il Ministro in indirizzo per valorizzare la conservazione della memoria degli eventi e delle vicende legati alla violenza e all’eversione terroristica, anche attraverso l’irrobustimento dei vincoli relativi a luoghi e documenti a tali vicende collegati, specie in relazione alla possibilità di trarre da essi profitto economico.