La Chiesa cattolica argentina rinuncia al denaro pubblico per finanziarsi

La decisione, storica, risponde a una crescente pressione sociale a favore di una totale separazione del clero e dello Stato

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La Chiesa cattolica argentina rinuncerà progressivamente al contributo statale di 130 milioni di pesos all’anno (3,5 milioni di dollari) e chiederà maggiore solidarietà economica per i fedeli per compensare la crisi. Non è un grande sacrificio, dal momento che i 130 milioni rappresentano meno del 10% del budget, ma è un gesto pieno di simbolismo: i vescovi infatti erano stati rimproverati, durante la recente battaglia legislativa per la legalizzazione dell’aborto , di fare pubblicità con i soldi del bilancio pubblico. 

Così la rinuncia implica più indipendenza di fronte a un potere politico con cui, in generale, non simpatizzano.