LA DISAFFEZIONE COLPISCE LARGHE FASCE DI ELETTORATO: LA POLITICA PUÒ IGNORARNE LE CAUSE?  

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Gli astenuti delle passate votazioni potrebbero aggiungersi molti cittadini che non si sentono rappresentati. Lassenteismo denuncia la distanza fra la proposta politica e le risposte mancanti alle domande dei cittadini. Tocca ai politici dare voce agli invisibili del nostro tempo. Se il 25 settembre dovremo registrare che il partito maggioritario è quello degli astenuti, non sarà festa ma lutto democratico. Dunque, per dirla con Montanelli, è necessario esprimere il proprio voto, anche a costo di…turarsi il naso.

 

Mariapia Garavaglia

 

Confesso che ho nostalgia delle campagne elettorali con lettere, volantini, manifesti murali ma soprattutto incontri – faccia a faccia – non solo con i militanti ma anche con gli avversari. Vorrei dire che erano anche divertenti e le tribune politiche non erano battibecchi di parole in libertà, con sovrapposizioni e interruzioni… mi piacciono anche i nuovi mezzi di comunicazione che, purtroppo, diffondono e divulgano, senza controparti, anche insolenze e volgarità ‘contro’ gli avversari politici. Una caduta di stile da parte di chi dovrebbe essere modello per la gente.

 

Modello e guida per interpretare non solo i bisogni dei cittadini italiani ma anche il contesto in cui viviamo che, prima la pandemia e poi la guerra in Ucraina, ci insegnano che sono “affari nostri” anche quelli dei cittadini del mondo.

Sono noti i dati statistici che indicano minoritarie le porzioni di elettorato che leggono almeno un quotidiano al giorno, come pure lo share di tutti i telegiornali sommati – Rai e altri – per cui le informazioni chiare e corrette che aiutano ad una scelta critica ragionata e consapevole è affidata alla generosità dei candidati che – per favore! – spieghino come si comporteranno una volta eletti. La legislatura che si conclude ha registrato oltre 300 cambi di casacca, per convenienza o per coerenza e lealtà con la propria coscienza?

 

Cittadini del mondo e soprattutto sostanzialmente europei, abbiamo visto all’opera quella UE che alcuni partiti italiani hanno spesso considerato un inciampo ai loro programmi, ma hanno constatato durante la pandemia e col PNRR quanto sia indispensabile un quadro comunitario che ci garantisce di fronte ai big internazionali (USA, Cina, Russia). Anzi, ci siamo anche accorti quanto ci manchi una difesa europea comune e, data la moneta unica, quanto servirebbe un fisco armonizzato. Manca nella propaganda dei partiti il sogno europeo dei nostri padri fondatori.

 

Manca la forza di idee chiave. Si torna ad antichi e frusti ritornelli da parte di chi, quando governava, non ha fatto quello che propaganda: la riffa dell’abbassamento delle tasse. Perché, invece, non promettere sul serio la lotta senza quartiere alla evasione: pagare tutti per pagare meno! E pagare come la Costituzione detta, secondo proporzionalità per realizzare una doverosa solidarietà: chi paga le tasse (sono una minoranza della popolazione!) finanzia la scuola, la sanità, i servizi pubblici, le strade, ecc., anche per chi – parassita e sleale – ne gode comunque l’uso.

 

Mantenere la credibilità conquistata da Draghi (in questo consiste l’agenda Draghi) per realizzare il PNRR e per continuare le scelte imposte dalla transizione climatica. Qualcuno può negare le difficoltà della siccità che stiamo sperimentando! Attenti a coloro che faranno propaganda censurando i comportamenti che doverosamente dovremo assumere riguardo lo smaltimento dei rifiuti, i risparmi energetici (con conseguente occhio alle bollette).

 

Dobbiamo preoccuparci della modernizzazione del Paese, non delle modeste proposte per oggi e al massimo per domani. Chi pensa ai giovani (ma anche agli anziani)? Le risposte di politica interna non saranno mai del tutto e per sempre garantite se non nella cornice della politica estera. Questo è un argomento non facile da armonizzare coi problemi quotidiani, ma la guerra e le nostre scelte chiedono chiarezza nel continuare a sostenere gli Ucraini e mantenere compattezza e solidarietà con gli alleati (si può sempre avere bisogno del loro fiancheggiamento).

 

Ho il timore che agli astenuti delle passate votazioni potrebbero aggiungersi molti cittadini che non si sentono rappresentati. L’assenteismo denuncia la distanza fra la proposta politica e le risposte mancanti alle domande dei cittadini. Tocca ai politici dare voce agli invisibili del nostro tempo: diciottenni diplomati in Italia e senza cittadinanza (non votano), famiglie cariche di problemi per assenza di reddito e oberate da compiti di cura per anziani o invalidi cronici, ecc. Le forze politiche che non evocano nemmeno la volontà di rappresentare questi cittadini, si crogiolano nella loro autoreferenzialità e si accontentano dei posti.

 

Chi mi conosce sa quale è la mia intenzione di voto, perché non ho mai cambiato casacca, e sa anche che mi permetto di suggerire altre scelte per chi non condivide le mie scelte, perché penso alla politica come dialogo e confronto, per poi creare la sintesi. Il ‘centro’ si realizza al governo, non esiste un centro partitico, altrimenti c’è grigio e appiattimento nelle proposte programmatiche.

 

Pertanto, se il 25 settembre dovremo registrare che il partito maggioritario è quello degli astenuti, non sarà festa ma lutto democratico. Desidero sperare che non accada e invito tutti, proprio tutti, a darsi da fare. Votare per chi si sceglie, magari a malincuore perché non c’è stata la trasparenza desiderata nelle liste, ma votare e far votare, perché siamo cittadini!

 

In una occasione Indro Montanelli (i giovani sanno chi era?!) suggerì di votare “turandosi il naso”, ma di votare. In quel caso per sostenere il partito garante di una centralità governativa. Siamo ancora là…