La forza dell’autonomia locale alla base del rinnovamento dello stato

Regionalismo differenziato e coordinamento della finanza pubblica

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Abbiamo alle spalle un quarto di secolo, che patisce nelle fibre del sentire comune, la pena di una lunga cavalcata nell’inconcludenza.

Il Paese si è fermato, nel periodo della crisi mondiale è andato indietro. Denatalità, caduta dell’efficienza produttiva, contrazione della capacità di crescita, aumento del debito pubblico, recrudescenza del divario territoriale tra Nord e Sud: l’uscita dalla “Prima Repubblica” ha dato corso a un complesso di trasformazioni, anzitutto con l’avvento di un nuovo sistema di partiti, il cui impatto sulla società non è stato pari alle attese suscitate.

Altri diranno che la delusione susseguente alle riforme rientra nel normale basculamento di colpi e contraccolpi insiti nei percorsi di modernizzazione.
In questi casi le analisi divergono profondamente. Se da un lato si critica l’incompiutezza delle riforme, dall’altro si denuncia l’astrattezza del loro impianto. Sta di fatto che il Paese ha imboccato la strada tortuosa del declino.

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