La lezione del consiglio costituzionale francese

I supremi Giudici del Grande Paese di Voltaire, Rousseau, Diderot e d’Alembert hanno applicato per la prima volta il Terzo Principio base della Rivoluzione, e cioè la Fraternità

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Non vorrei in alcun modo che possa sfuggire a qualcuno la grandissima recente pronuncia del Consiglio Costituzionale francese. Esso ha dato a tutti noi Europei una formidabile lezione di coerenza con i principi che salvaguardano la vita umana a partire dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino alla base del mondo nuovo generato dalla Rivoluzione Francese.

I supremi Giudici del Grande Paese di Voltaire, Rousseau, Diderot e d’Alembert hanno applicato per la prima volta il Terzo Principio base della Rivoluzione, e cioè la Fraternità che segue gli altri due, Libertà ed Uguaglianza. Il Consiglio Costituzionale lo ha applicato per annullare quella legge in base alla quale era stato condannato a quattro mesi di reclusione un agricoltore, che avendo un terreno accanto alla frontiera francese, vi aveva portato ed accolto alcuni migranti.

Il Presidente del Consiglio Costituzionale, Laurent Fabius, ha spiegato: “Come la libertà e l’uguaglianza, che sono gli altri due termini che compongono il motto della nostra Repubblica, la fraternità dovrà essere rispettata come principio costituzionale dal legislatore e potrà essere invocata nelle giurisdizioni” .

Secondo il Consiglio Costituzionale, il principio di fraternità ha forza giuridica e si esplica “nella libertà di aiutare il prossimo, con uno scopo umanitario, senza tener conto della regolarità del suo soggiorno sul territorio nazionale”.

Una volta di più dobbiamo grande riconoscenza a questo paese che ha inventato lo stato moderno basato sul rispetto della dignità umana. Due aspetti però meritano la nostra attenzione.

In primo luogo se ci dobbiamo rallegrare di questa incredibilmente importante affermazione, non possiamo che rattristarci del fatto che siano stati i giudici – anche se per l’ordinamento della Repubblica di Francia si tratta di giudici “particolari” – a doverci riportare sulla retta via.

Molti politici europei a caccia di voti e facili consensi, sembrano disposti a ignorare quei principi che hanno fatto fare all’umanità un passo avanti definitivo, ma per fortuna, come molti giudici americani contro le assurdità di Trump, i giudici francesi si sono riaffermati garanti di questi essenziali principi.

D’altro canto il senso della fraternità che ci è stato ricordato viene da una dichiarazione di 229 anni fa: abbiamo bisogno di ritornare a un documento così vecchio? Rischiamo di tornare indietro di più di 200 anni?

Sono sicuro che una grande maggioranza silenziosa di italiani la pensa come i giudici francesi, ma è forse il momento di uscire allo scoperto manifestando loro la nostra riconoscenza per averci ricordato i valori fondanti di uno stato di diritto e di una democrazia.

P.S. Chi vuole potrebbe scrivere le seguenti righe al Conseil Constitutionnel di Francia:

“Merci Messieurs les Juges pour avoir réaffirme l’importance du principe de fraternité pour la protection de la dignité humaine dans le cadre de la démocratie et de l’Etat de Droit“

L’indirizzo mail a cui mandarlo è: communication-presse@conseil-constitutionnel.fr

Con un affettuoso saluto.