La mostra dei 100 presepi per portare il Natale nel cuore (Città Nuova).

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Fino al 9 dicembre 2022 in piazza san Pietro a Roma sarà possibile visitare la mostra dei 100 presepi.

Vittoria Terenzi

«Non viviamo un Natale finto, per favore, un Natale commerciale! Lasciamoci avvolgere dalla vicinanza di Dio, questa vicinanza che è compassionevole, che è tenera». Ancora una volta, le parole di papa Francesco restituiscono a tutti il significato profondo e più vero del Natale.

A portare a tutti questo annuncio, anche quest’anno la Mostra dei 100 presepi in Vaticano è tornata ad ornare uno dei bracci del colonnato di S. Pietro. È una festa di luci e colori. Piccoli e grandi, provenienti dalla Sicilia o dal Venezuela, i presepi ricordano a ciascuno che la vera Nascita avviene nel cuore. «A Natale il regalo migliore si scarta col cuore», hanno scritto i bambini delle scuole primarie nella sezione a loro dedicata.

Un Natale del cuore, quello dei più piccoli e quello degli adulti, la natività riprodotta con diversi materiali e colori esprime aspirazioni e stati d’animo: dal desiderio di vita e di gioia rappresentato con festosa semplicità dai presepi coloratissimi dei bambini, alla voglia di leggerezza del presepe di Annalisa Paniccià fatto interamente all’uncinetto, alla ricercatezza di quello realizzato da Assocoral – Calypso, nel quale il rosso del corallo naturale impreziosisce gli abiti dei personaggi. Accanto al classico presepe napoletano, non manca l’originalità di chi lo ha realizzato all’interno di un autobus o in una vecchia caffettiera riproducendo il Natale di Greccio del 1223. Non si può, tuttavia, dimenticare l’attuale emergenza sanitaria, così Barbara Forgione ha incollato la sua natività su uno schermo protettivo contro il Covid-19, auspicando che la venuta al mondo del Salvatore porti la pace in ogni angolo della terra.

Il Bambino Gesù si incarna nella vita e nella storia, come quella dell’artista Massimiliano Signorile che ha portato alla Mostra un presepe in legno, sughero e gesso. «Il presepe in mostra quest’anno è dedicato a mia madre per tanti motivi – spiega -. Quelle nel presepe sono le sue statuine e mi diceva sempre che appena possibile avrei dovuto creare qualcosa per lei. Purtroppo è venuta a mancare, ma prima della sua morte, durante la malattia, sono riuscito a costruire questo presepe ispirato al tempio di Palmira che era stato distrutto, che rappresenta mia madre distrutta dalla malattia, tempio che Gesù ha ricostruito in tre giorni, esempio di chi torna a vivere per sempre». La sua passione nasce circa venti anni fa, quasi per caso: «Un giorno – racconta –  salendo in soffitta ho visto delle statuine della natività buttate alla rinfusa su uno scaffale, e senza pensarci due volte le ho sistemate alla meglio ponendo intorno a loro dei cartoni per dargli riparo. 

Qualche giorno dopo salendo di nuovo in quel luogo ho notato che i cartoni erano caduti, allora con la colla li ho attaccati tra di loro». Inizia così la sua ricerca: «Non soddisfatto, ho comprato un libro di presepi dove si parlava di gesso, colla vinilica, cartone e senza rendermene conto dopo qualche mese su quella soffitta avevo impastato e colato chili di gesso, costruendo case, colonne, recinti, e incidendo su di esse forme architettoniche a me del tutto sconosciute fino ad allora. Da lì, una passione che è cresciuta sempre di più per quella storia che ormai è parte profonda della mia vita».

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