La nuova sfida si chiama economia circolare

Lo scorso anno il valore economico della materia prima prodotta da riciclo è stato pari a 424 milioni di euro. Conai ha erogato ai Comuni 500 milioni di euro di corrispettivi

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Presentato la scorsa settimana a Rimini nell’ambito di Ecomondo, il Rapporto di sostenibilità firmato Conai dal titolo “Gli imballaggi nell’economia circolare”. Uno studio che analizza con precisione l’impatto e i benefici derivanti dall’avvio a riciclo dei rifiuti sul sistema Paese e sull’ambiente.

Nel quadro d’insieme sono sempre di più i Comuni virtuosi nella raccolta differenziata che incentivano il percorso verso un modello di economia circolare. Nel 2017, ad esempio, è stato avviato a riciclo il 67,5% dei rifiuti di imballaggio in termini di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro, immessi al consumo sull’intero territorio nazionale, per un totale di 8,8 milioni di tonnellate di rifiuti, valore in crescita del 3,7% rispetto al 2016. Considerando anche la quota di imballaggi destinata a recupero energetico, lo scorso anno 10,2 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio sono stati valorizzati. Questo vuol dire che otto imballaggi su 10 sono oggi sottratti alla discarica, e trasformati in nuove materie prime ed energia da convogliare nei cicli produttivi. Di queste 8,8 milioni di tonnellate, poco più di 4 sono stati gestiti da Conai e i Consorzi di filiera, con la restante parte gestita dagli operatori indipendenti.

Dal Report vediamo che i benefici diretti generati dalla filiera hanno raggiunto nel 2017 quota 970 milioni di euro, un valore raddoppiato rispetto al 2005. Estendendo la prospettiva al periodo 2005-2017, il beneficio economico generato per il sistema Paese è stato pari a ben 9,8 miliardi di euro. Conai ha erogato ai Comuni con cui ha stretto le diverse intese per il ritiro dei rifiuti di imballaggio, sulla base dell’accordo quadro stipulato con l’Anci, 500 milioni di euro di corrispettivi, dovuti ai maggiori oneri per lo svolgimento della raccolta differenziata, nel solo 2017. Prendendo in considerazione un orizzonte più ampio, dal 2005 il sistema ha erogato alle Amministrazioni locali di tutta Italia oltre 4,2 miliardi di euro.

Il valore economico della materia prima prodotta da riciclo è stato pari nel 2017 a 424 milioni di euro; dal 2005 è stata invece prodotta nuova materia prima per 3,6 miliardi di euro. In 12 anni, il valore economico dell’energia prodotta dalla valorizzazione energetica dei rifiuti di imballaggio è stato pari a 460 milioni di euro (32 milioni di euro nel 2017, +33% rispetto al 2005).

Quanto ai benefici ambientali vediamo che nel 2017, grazie al riciclo dei rifiuti di imballaggio, è stato evitato il consumo di circa 3,8 milioni di tonnellate di materia prima, quasi il 50% in più rispetto al 2005. In particolare, è stata generata nuova materia per 240.000 tonnellate di acciaio, pari al peso di 625 treni Frecciarossa; 13.000 tonnellate di alluminio, equivalenti ad un miliardo di lattine da 33cl; 870.000 tonnellate di carta a cartone, valore corrispondente a 348 milioni di risme di fogli in formato A4; 848.000 tonnellate di legno, pari a 39 milioni di pallet; 400.000 tonnellate di plastica, equiparabili a 9 miliardi di flaconi Pet da un litro di detersivo 1,4 milioni di tonnellate di vetro, equivalenti a 4 miliardi di bottiglie di vino da 0,75 litri.

“L’avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio in Italia è una realtà consolidata in grado di generare un circuito virtuoso sia per la nostra economia sia per la tutela dell’ambiente” ha commentato Giorgio Quagliuolo, Presidente di Conai. “Questo è stato possibile anche e soprattutto grazie all’operato del sistema Conai-Consorzi di filiera che ha contribuito a fare dell’Italia uno dei Paesi più virtuosi a livello europeo, come dimostra il raddoppio del valore economico generato a beneficio del sistema Paese dal 2005 ad oggi”.