La propaganda di Putin fa perno sulla rappresentazione di una presunta intesa storica con l’Occidente sul futuro dell’Ucraina.

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In realtà il Memorandum di Budapest, firmato nel 1994, garantiva l’indipendenza e la sovranità dell’Ucraina. La sua apertura all’Ovest non era disconosciuta, né perciò impedita. Ora opporsi alladesione di Kiev alla Nato significa violare i principi fondanti stessi di questultima, secondo cui lAlleanza è aperta ad ogni Stato sovrano europeo che voglia farne parte.

 

 

 

Giorgio Provinciali

 

Il 5 dicembre 1994 l’Ucraina firma il Memorandum di  Budapest sulle garanzie di sicurezza. S’impegnava a smaltire l’arsenale nucleare ancora in suo possesso a seguito della dissoluzione dell’URSS, e a non proliferare altre armi nucleari. Ben 1900 testate nucleari furono mandate in Russia per essere smaltite nei successivi tre anni.

 

In cambio, proprio la Russia, gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno dato garanzie scritte all’Ucraina circa l’inviolabilità territoriale e dei propri confini, la sua indipendenza e la sua sicurezza. Anche Francia e Cina si sono impegnate successivamente in tal senso a dare le medesime garanzie. Il “casus foederis”, nella fattispecie, vincola il Regno Unito ad un intervento obbligatorio a sostegno e difesa dell’Ucraina.

 

Questa è Storia.

 

È un accordo sottoscritto dalle parti e strettamente vincolante per le parti, che s’impegnano formalmente a rispettarne l’indipendenza e la sovranità e dall’astenersi dall’uso della forza e da qualsiasi minaccia contro l’Ucraina, non solo militare ma anche economica.

 

Il Regno Unito ha l’obbligo formale d’intervento in difesa dell’unità territoriale ucraina.

 

Inoltre, le richieste della Russia di opporsi all’adesione dell’Ucraina alla NATO violano i principi fondanti stessi di quest’ultima, secondo cui l’Alleanza è aperta ad ogni Stato sovrano europeo che voglia farne parte.

 

Anche questa è Storia.

 

Le garanzie rivendicate da Putin circa una non-espansione della NATO “neanche di un centimetro” ad est sono state soltanto verbali, come ricordato dallo stesso Gorbaciov in un’intervista al Daily Telegraph, il 7 maggio 2008, ricordando quanto detto dall’allora cancelliere tedesco Helmuth Kohl e dal segretario di Stato USA dell’epoca, James Baker, durante i bilaterali Washington – Mosca e i colloqui 4+2. Il “documento scritto” cui fa riferimento Putin è soltanto una minuta di quanto detto durante tali incontri e non un accordo formale sottoscritto dalle parti.

 

Storia, sempre Storia.

 

Nessun accordo scritto formale vieta alle ex Repubbliche sovietiche di far richiesta d’ingresso nella NATO, mentre esiste un accordo formalmente sottoscritto da tutte le parti per un intervento militare del Regno Unito (che fa parte della NATO) a difesa dell’Ucraina, la cui integrità territoriale è stata minacciata e la cui sovranità è stata violata.