L’Associazione Nazionale dei Democratici Cristiani formula l’auspicio di un rinnovato incarico a Sergio Mattarella

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Pubblichiamo l’ordine del giorno approvato dall’Associazione (ANDC), presieduta da Lucio D’Ubaldo, al termine dell’Assemblea generale tenuta ieri a Roma in occasione dei 150 anni della nascita di Luigi Sturzo.

 

Redazione

 

L’Assemblea generale dell’Associazione nazionale dei Democratici Cristiani (ANDC), si è riunita a Roma ieri, 26 novembre 2021, in occasione dei 150 anni dalla nascita del fondatore del Partito popolare, Luigi Sturzo.

 

Nella circostanza ha preso spunto dalle vicende politiche atttuali per esprimere nei confronti del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, un vivo apprezzamento per il lavoro svolto al vertice delle Istituzioni repubblicane, il profondo rispetto per la Carta costituzionale, l’impegno esemplare con il quale, nei momenti cruciali della vita democratica del Paese, ha dato prova di saggezza di fronte a gravi difficoltà, specialmente in una fase complessa e delicata dei rapporti internazionali tra gli Stati e tra le aree economiche del mondo, contribuendo in questo modo a rafforzare lo spirito europeo.

 

L’Associazione, per altro, considera essenziale il proseguimento della politica di coesione nazionale che ha trovato riscontro efficace nella esperienza di Governo voluta dal Presidente Mattarella e associata largamente alla figura di Mario Draghi. La stabilità non è un bene da trattare con sbrigativa leggerezza, dal momento che l’Italia ha bisogno senza dubbio di non compromettere l’opera di attuazione del Pnrr. Per questo le scelte dei prossimi mesi risulteranno determinanti.

 

A riguardo, l’ANDC formula l’auspicio che le forze politiche siano animate da senso di equilibrio e responsabilità, specialmente nell’esaminare con sereno scrupolo la possibilità di confermare, al vertice dello Stato, il Presidente in carica. Anche se Mattarella ha più volte ribadito l’esclusione di un secondo mandato, il sentimento che prevale nella pubblica opinione è di piena fiducia nei confronti della sua persona. Per questo non sarebbe una forzatura, né fornirebbe pretesti alla evocazione di un presidenzialismo fuori dal dettato costituzionale: un reincarico rappresenterebbe semmai la stigmate del  primato di una politica al servizio del bene comune.

 

Mattarella, in definitiva, merita di ricevere un nuovo attestato di consenso.