Le notizie della politica. Una noia continua.

Ma dove sarebbe la novità?

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A volte l’informazione giornalistica trae in inganno perchè è ripetitiva. Persin noiosa. Ed è vecchia,  anzi vecchissima. È sufficiente, al riguardo, leggere – pur senza una grande attenzione – le  cronache politiche di domenica 28 marzo per rendersene conto. 

Due su tutte, accompagnate da una terza ma richiamata in misura minore. 

Innanzitutto, la prima notizia in assoluto con una molteplicità di interviste ai vari protagonisti, è la  ripresa in grande stile della lotta furibonda fra le correnti del Pd. In gioco la scelta dei capigruppo.  In particolare alla Camera dove lo scontro tra due donne, come da copione come tutti sanno, non  è altro che la battaglia infinita tra le molteplici correnti interne. Verrebbe da dire, nulla di nuovo  sotto il sole. 

La seconda grande notizia, si fa per dire, è la strigliata del comico Grillo al suo partito con  l’intimazione – che avrà la durata, credo, di una settimana al massimo – di far rispettare gli ormai  famosi due mandati dei grillini Cioè, detto in soldoni, dopo 10 anni di Parlamento eletti per caso e  con lauti stipendi, tutti a casa a cercarsi un lavoro. Almeno per la maggioranza di costoro. Un  annuncio che ha provocato, comprensibilmente, il terrore tra le file degli eletti. Ma anche qui, di  grazia, dove sarebbe la novità? Tutti sanno, ma proprio tutti, che dopo avere abbandonato e  archiviato tutto ciò che avevano detto, sbandierato e urlato per anni, l’unico elemento che resta  saldo e granitico per i grillini è la permanenza al potere. A prescindere. E con esso continuare a  godere dei benefit e dei privilegi che tutto ciò comporta.  

Infine, anche se con meno evidenza, la notizia che il leader della Lega sulle cosiddette  “riaperture”, continua a giocare un ruolo di governo e di opposizione. Insomma, un leader di lotta  e di governo. Tutto qui? 

Detto questo, una sola domanda, e per nulla polemica. Ma dove sarebbe la novità, o meglio lo  scoop, di questa triplice notizia? E cioè, il Pd è un partito dominato dalla lotta senza esclusioni di  colpi tra le correnti e le varie bande interne. E quindi? I 5 stelle hanno come un unico se non  esclusivo obiettivo la permanenza al potere, cioè continuare ad avere un seggio in Parlamento. E  quindi? Il capo della Lega continua ad essere un leader di lotta e di governo. E quindi?  

E poi ci si lamenta che le vendite di molti quotidiani continuano a scendere sempre di più. Certo,  se le notizie, a partire dalla politica, sono solo queste…