L’eterno conflitto del governo giallo verde

E tutta questa musica, purtroppo, ce la dovremo sorbire fino alle elezioni Europee del 26 maggio.

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Siamo sbalorditi nel constatare che non passa giorno che il governo giallo verde non sia in conflitto al suo interno. Tutti i pretesti sono buoni per alimentare la diatriba tra la Lega e i 5Stelle, in particolare tra Salvini e Di Maio. Si va dall’immigrazione all’i.v.a., dalle infrastrutture ai poteri agli enti locali, al problema delle famiglie e via dicendo….

Tutto potrebbe andar bene se si trattasse di un esercizio letterario, se intendessero affilare le lame dialettiche, ma così non è affatto. Qui si tratta invece di sciabolate date alla credibilità del nostro Governo Nazionale; sberle all’economia, falcioni alle speranze e improperi ai nostri costumi.

E tutta questa musica, purtroppo, ce la dovremo sorbire fino alle elezioni Europee del 26 maggio. Non ci sarà tregua! Sappiamo già in anticipo quello che ci attende domani, dopo domani e così di seguito. Una noia mortale!

Mai che, invece, qualcuno si alzasse e provasse a progettare qualcosa di lungo, di serio, di complesso e di difficile. Da una eternità siamo in attesa di una espressione politica che abbia quelle caratteristiche. Non sarà di moda, anzi sicuramente passerà essere antipatica, ma come si sa, le medicine non sono mai dolci. Invece, per rimetterci in sesto, dobbiamo necessariamente sorbirne la loro benefica amarezza.

In aggiunta a tutto questo, capiterà in moltissimi Comuni che vanno al rinnovo, un supplemento di dispute a rincarare la dose. Non è che siamo privi di esperienza e non è nemmeno questo un periodo novello per questo clima, però constatiamo che il vizio non tarda a morire e che anzi sembra più ringalluzzito; del resto, più i mezzi di comunicazione invaderanno la nostra esistenza, tanto più si accentuerà questa stolta sarabanda tra le parti.

Come si vede, c’è un filo di pessimismo in quel che scrivo, posso permettermelo perché se mi giro, scopro di avere una lunga storia, storia che mi consente di esaminare l’evoluzione del costume politico nazionale.

Queste espressioni, nel fondo, sono anche scritte perché qualche giovane smentisca questi miei lamenti. Sarebbe un segno Pasquale trovare qualcuno che indicasse una via alternativa a quel che faticosamente subiamo.

In fondo, visto che non scriverò da qui a domenica, resterò in attesa di qualche piacevole smentita, qualche nota di speranza che sveli un tragitto meno accidentato e più elevato.

L’auspicio lo faccio quindi a noi tutti.