L’immigrazione raccontata a scuola che smonta la propaganda della paura

Confini è un percorso formativo arrivato ormai al quarto anno che ha lo scopo di favorire, in un pubblico di ragazzi, la riflessione sul tema dell’immigrazione.

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Pregiudizi, paure, luoghi comuni. Poi l’incontro, tra i banchi e la lavagna, con chi ha raccontato spesso in prima persona cosa è davvero il fenomeno dell’immigrazione. E la visione di centinaia di cittadini di domani è cambiata dal giorno alla notte.

Sono gli oltre 700 ragazzi di 17 istituti romani, tra i 13 e i 18 anni, che hanno partecipato alla giornata conclusiva della quarta edizione del progetto educativo “Oltre i confini”, promosso e organizzato dalla cooperativa Sophia. Ad ospitare l’evento l’Auditorium della Tecnica messo a disposizione da Confindustria. Diversi i ragazzi che hanno raccontato i propri cambiamenti personali nella percezione del fenomeno dell’immigrazione, grazie al percorso formativo. “Dell’immigrazione ho sempre avuto una visione distorta e lacunosa – ha raccontato una studentessa al quarto anni di liceo – perché se ne parla solo alla radio e in televisione, dove da una parte si inveisce contro lo straniero parlando di disoccupazione e terrorismo, dall’altra si mettono in vetrina i cadaveri sulla spiaggia. Nessuno mi ha mai raccontato di uomini onesti e istruiti che cercano di integrarsi nella nostra società e ora posso guardare tutto da un altro punto di vista”.

“Notiamo una partecipazione sempre più attiva dei ragazzi che, attraverso l’incontro, riescono a superare le pericolose associazioni tra immigrazione e minaccia, immigrazione e invasione, immigrazione ed emergenza”, osserva Marco Ruopoli della Cooperativa Sophia.

Confini è un percorso formativo arrivato ormai al quarto anno che ha lo scopo di favorire, in un pubblico di ragazzi, la riflessione sul tema dell’immigrazione. La cooperativa Sophia ha presentato, attraverso lezioni frontali e momenti di condivisione, uno spaccato aggiornato sul quadro internazionale, europeo e italiano del fenomeno migratorio. Inoltre ha facilitato nelle classi il dialogo tra gli studenti e i migranti. Il progetto è finanziato da Fondazione Migrantes.