L’islam intellettuale della Siberia (AsiaNews)

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Celebrazioni in corso per i 1.100 anni dalla conversione dei bulgari del Volga. I musulmani di Russia invocano la riscoperta dei valori tradizionali, come il patriarcato ortodosso. La sinergia dei leader islamici con lamministrazione Putin. Lesaltazione della civiltà russa.

 

Vladimir Rozanskij

 

A Novosibirsk, città al centro della Siberia, si è tenuto un convegno su “Islam intellettuale: il mondo islamico contemporaneo. Uno sguardo dalla Siberia”, a cui ha preso parte una delegazione dell’Assemblea spirituale dei musulmani di Russia (Asmr) guidata dal muftì Albir Krganov. La conferenza faceva parte di una serie di manifestazioni dedicate ai 1.100 anni dall’adozione dell’islam da parte dei bulgari del Volga: hanno contribuito all’incontro le sezioni dell’Asmr della regione di Novosibirsk, dell’intera Siberia, di Russia e dei Tatari.

I partecipanti hanno affrontato questioni legate al potenziale delle organizzazioni religiose nell’educazione morale e spirituale, ma anche patriottica e civile delle generazioni più giovani. Hanno riflettuto poi su temi come la formazione dell’identità popolare russa, l’influsso dei valori religiosi offerti dalle confessioni tradizionali della Russia – soprattutto l’Islam e l’Ortodossia – nello sviluppo del dialogo etno-confessionale e la sicurezza spirituale del Paese.

Sono intervenuti rappresentanti di comunità religiose e accademiche dal Kirghizistan e dalla Giordania, e il professore dell’accademia islamica bulgara Ismail Bul-Bul, ex muftì di Palestina, che ha trasmesso il saluto di tutti i palestinesi. Dalle altre sezioni dell’Asmr hanno dato il loro contributo il presidente della regione di Kemerovo in Siberia, il muftì Tagir Bikčantaev, da Mosca l’imam-khatyb Denis Mustafin e altri esponenti delle amministrazioni musulmane.

Krganov ha tenuto la relazione d’apertura, annunciando che per decisione del presidente Vladimir Putin i festeggiamenti per il giubileo islamico sono estesi all’intera Federazione Russa, dopo l’inizio in Tatarstan il mese scorso, che ha suscitato grande risonanza nel Paese. Egli ha sottolineato il fatto che “il testimone di questa staffetta celebrativa è giustamente passato dai tatari alla terra di Siberia, e per noi si tratta di un programma molto legato all’attualità e alle aspettative della popolazione”. Richiamandosi al progetto del ministero della Cultura per la ridefinizione delle “Fondamenta della politica statale e rafforzamento dei valori tradizionali”, il gran muftì ha voluto assicurare il contributo dei musulmani a questo solenne impegno culturale ed educativo.

Per Krganov l’uscita dalla crisi spirituale del mondo contemporaneo potrà realizzarsi con il contributo della Russia, nel “ritorno alle fondamenta culturali e civili organiche dell’identità del popolo, con la rinascita religiosa, la riscoperta dei valori della cultura classica, la formazione di nuove motivazioni valoriali che ispirino l’attività sociale ed economica, con il cambiamento verso il meglio dell’immagine morale e spirituale della generazione giovanile, con la garanzia dell’unità e della sicurezza del popolo e della nazione”.

I musulmani di Russia sono grati ai cambiamenti sociali degli ultimi decenni, che hanno permesso la piena espressione della libertà religiosa e l’apertura delle scuole religiose di vario livello, la pubblicazione di materiali informativi islamici e la creazione di associazioni sociali di indirizzo musulmano, molte delle quali per aiutare i fedeli a compiere i pellegrinaggi all’estero, così importanti per la fede maomettana. Il contributo islamico all’identità nazionale russa è una forma di “profilassi contro l’estremismo pseudo-religioso”, in grado di rafforzare l’intera “civiltà eurasiatica, di cui lo stato russo è una colonna fondamentale nell’incrocio tra tradizioni, territori e destini degli uomini”.