Lo Stato paga troppi farmaci. Al via risparmi per due miliardi

Abbassare i prezzi delle medicine equivalenti

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Il nuovo prontuario partirà  con lo stop ai medicinali omologhi, doppioni, contenendo la spesa e promozione all’uso dei generici, visto che gli italiani spendono un miliardo di tasca loro per comprare i farmaci di marca, e anche dei biosimilari, che stanno entrando sul mercato grazie alla scadenza dei brevetti dei biologici.

Il tutto dovrebbe portare, a un risparmio di due miliardi per le casse dello Stato. Soldi che poi potranno essere reimpiegati diversamente.

Silvio Garattini, farmacologo del Mario Negri,sulla vicenda ha dichiarato: “Non possiamo avere in Italia 21 farmaci antidepressivi e non sapere se ce n’è uno che funziona meglio degli altri. Stesso discorso per gli antidolorifici o le medicine contro la gastrite. E non è accettabile che il Servizio sanitario nazionale spenda 280 milioni l’anno per la vitamina D che non cambia il numero di cadute nè quello delle fratture negli anziani”, ha spiegato Garattini. Per lo scienziato sono troppe anche 25 aziende che producono tutte lo stesso farmaco. Con un nome diverso, ma uguale nell’effetto. Certo più medicinali sono buoni per il mercato, ma meno per tasche e salute.

Gli esperti suggeriscono anche di approfondire la possibilità di dare ai cittadini dosi personalizzate: è inutile fare acquistare 15 compresse di antibiotico a chi deve prendere il farmaco per 10 giorni.