L’OPPORTUNITÀ PER L’ITALIA DI DIVENTARE HUB DEL GAS EUROPEO. L’ANALISI DE “LAVOCE.INFO”.

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Da anni si dibatte sul potenziale ruolo dellItalia quale collettore e via di trasporto del gas dal Mediterraneo allEuropa. La crisi ucraina potrebbe accelerare questo processo, favorendo lo sviluppo economico del nostro paese e laffrancamento dellEuropa dal gas russo.

 

Stefano Castriota e Roberto Gambini

 

Per la conformazione geografica dell’Italia quale ponte naturale tra il Centro Europa e l’Africa Mediterranea, è stato auspicato più volte che il nostro paese possa diventare il collettore e la via di trasporto del gas verso l’Europa fungendo da vero e proprio hub. Tenendo presente l’attuale quadro geopolitico è lecito chiedersi se la crisi dell’Ucraina stia accelerando questo processo e se esistano le condizioni per influire significativamente sul processo di indipendenza dal gas russo. Le informazioni apparse sulla stampa nazionale sembrano indicare concretamente che ci stiamo incamminando verso questa direzione. Un esempio è la notizia della firma del protocollo d’intesa tra la Commissione europea e l’Azerbaijan che prevede l’estensione e l’utilizzo del gasdotto Tap per il trasporto di gas azero verso l’Unione europea attraverso l’Italia. Se veramente l’Italia diventasse il collettore del gas per l’Europa, acquisterebbe un ruolo strategico che potrebbe portare notevoli vantaggi al nostro paese, come l’impulso alle imprese coinvolte ed il prezzo più basso del gas per gli utenti finali.

 

Il sistema italiano di approvvigionamento del gas

Il sistema di approvvigionamento del gas può essere suddiviso in base alla forma di trasporto, ossia tramite gasdotti o tramite trasporto via nave di gas liquefatto (Lng) e successiva rigassificazione. Entrambi i sistemi presentano vantaggi e svantaggi. La costruzione di gasdotti richiede investimenti enormi che possono essere ammortizzati solo mediante trasporto pluriennale di enormi quantità di gas; da un lato ciò costituisce – nel bene e nel male – un vincolo sia per il paese esportatore che per quello importatore, dall’altro le enormi economie di scala garantiscono bassi costi medi di trasporto. L’acquisto di gas liquefatto comporta, al contrario, costi medi più elevati dovuti al trasporto ed alla rigassificazione, ma garantisce anche maggiore flessibilità nella scelta dei fornitori. Ne consegue che si fa ricorso ai gasdotti per garantire il grosso delle forniture stabili ed al gas liquefatto per rispondere a picchi improvvisi o stagionali della domanda o a shock dell’offerta (come nel caso dell’interruzione delle forniture russe).

 

Gasdotti

I sistemi che collegano l’Italia con l’estero sono cinque (si veda la mappa): due con l’Europa, due con il nord Africa ed uno con l’Azerbaijan. I collegamenti con la Svizzera (Passo Gries) e l’Austria (Tarvisio) sono stati originariamente pensati rispettivamente per trasportare in Italia il gas dal Nord Europa e dalla Russia, ma da alcuni anni entrambi sono stati modificati per permettere flussi in entrambe le direzioni. Ciò potrebbe consentire all’Italia di esportare in Europa il gas importato.

 

In entrata dal Nord Africa il sistema principale è il TransMed che collega l’Algeria all’Italia ed ha una capacità massima di 30 miliardi di metri cubi annui (Billion Cubic Meters – Bcm). Il secondo sistema è il Green Stream che collega la Libia all’Italia ed è caratterizzato da una capacità di 8 Bcm. Il gas dell’Azerbaijan arriva in Italia tramite Trans Adriatic Pipeline (Tap) ed ha una capacità di 10 Bcm annui. Nel 2021, l’autorità italiana Arera ne ha approvato l’espansione comunemente stimata in ulteriori 10 Bcm e dovrebbe essere completata entro il 2026. Al contrario, l’espansione del TransMed e/o del Greenstream è incerta se non improbabile, vista l’assenza di ulteriori riserve certificate che possano giustificare economicamente l’ingente investimento necessario a potenziare la rete di gasdotti.

 

Le recenti notevoli scoperte di gas nel mediterraneo orientale – ed in particolare nelle acque al largo di Israele, Cipro ed Egitto – sono, invece, tali da giustificare la creazione di un nuovo sistema di trasporto. Nelle intenzioni del consorzio che lo propone, questa nuova infrastruttura dovrebbe portare il gas in Italia passando per Cipro, Creta e Grecia continentale. Il progetto, conosciuto come EastMed, costituisce probabilmente la più grande opportunità di creare realmente un hub in Italia, incidendo significativamente sul quadro degli approvvigionamenti europei. La capacità di trasporto dei gasdotti non è stata ancora definita; il consorzio proponente parla di 10-20 Bcm annui anche se alcune fonti stimano una potenzialità di produzione del bacino superiore a 30 Bcm annui. Allo sviluppo di questo progetto, riconosciuto dall’Unione europea come di interesse prioritario, si oppone la Turchia che reclama dei diritti su gran parte delle aree dove dovrebbe essere realizzato, ritenendole aree di proprio Esclusivo Interesse Economico. Ad ogni modo, l’entrata in funzione dell’EastMed non è prevista prima di 4-6 anni.

 

Rigassificatori

La capacità massima attuale dei rigassificatori in Italia è di 15,25 Bcm annui di cui 3,5 a Borgo Panigaglia, 8 a Rovigo e 3,75 a Livorno. Con il recente acquisto da parte della Snam di due navi-rigassificatori la capacità nominale italiana di rigassificazione salirà a 25 Bcm annui. Queste nuove navi dovrebbero entrare in funzione in tempi relativamente brevi (1-2 anni).

 

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https://www.lavoce.info/archives/97286/lopportunita-per-litalia-di-diventare-hub-del-gas-europeo/