Lorenzin: Roma è una città implosa

Il salva Roma serve e va costruito con attenzione

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Noi romani siamo un po’ abituati a tutto, è la storia millenaria della città eterna che dona ai suoi abitanti una vena provvidenziale mista a quel disincanto di chi sa che la città ne ha viste talmente tante che può sopravvivere e risorgere dalle sue stesse macerie.

Ma il disincanto non può essere assuefazione al degrado e al brutto, né tantomeno un alibi per le classi dirigenti per rassegnarsi all’inevitabile.

Qual’è la grande capitale occidentale in cui gli abitanti filmano in pieno giorno topi che scorrazzano tra i cassonetti eternamente tracimanti immondizia?
In cui gabbiani grandi quanto tacchini hanno colonizzato la città, sorvegliano il territorio dai tetti delle nostre auto e dopo aver decimato la fauna autoctona, cacciano topoloni  e saccheggiano le pattumiere?

Inutile parlare del corollario: zecche e topi nei parchi giochi dei bimbi e al netto dell’abbandono dell’igiene pubblica abbiamo anche le zanzare killer.

La città eterna che ha resistito a più di un’invasione scricchiola nell’incuria, voragini e buche, implosione del sistema di trasporto pubblico, neanche la metro si salva più e non si capisce dopo mesi quale fermata della metro A o B si possa utilizzare.

I servizi sociali, oggetto dell’ignobile intreccio di Mafia capitale sono più che inadeguati e carenti rispetto ad una metropoli così in sofferenza. Politiche della casa, dell’ambiente, della cultura: non pervenute.
Intanto le fantomatiche politiche della sicurezza dove sono? Intere piazze continuano ad essere zona franca per gli spacciatori e le tende dei disperati continuano a mettere i paletti nei parchi urbani, così come le efferatezze di Ostia ci spalancano lo scenario di una città dove la malavita mostra la sua faccia feroce ed arrogante.

Questa non è Roma, non è una Capitale del primo mondo.

Il dibattito sul SalvaRoma di questi giorni non è all’altezza della sfida in campo. La #lega si rifugia nel solito vecchio slogan a lei caro del “Roma Ladrona” per non autorizzare un piano di risanamento e riqualificazione della Città Eterna, dimenticandosi che i cittadini romani non solo sono vittime, ma pagano con una tassazione che non ha eguali in Italia per risanare i 12 miliardi di debito della città , senza oramai avere garantito neanche l’ordinaria amministrazione.

La Lega finge di non essere al #governo e abbandona la #Capitale d’Italia ad uno spettacolo di degrado che finisce periodicamente su tutta la stampa internazionale, penalizzando gravemente l’immagine della nazione e le capacità di chi la governa.

D’altra parte il M5S ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza rispetto alla sfida e arriva a questo punto della sua amministrazione con una città che non ha un solo profilo di miglioramento. Soprattutto ha mostrato di non avere né una visione né una road Map per risanare la città sia dal punto di vista economico , sia sociale e culturale, sia per lo sviluppo e la trasformazione amministrativa.

Il confronto non è solo impietoso con le altre capitali europee che pur hanno dovuto affrontare non poche sfide e problemi in questi decenni, basta pensare a #Parigi o #Berlino, ma anche con Milano che ha saputo cogliere tutte queste sfide ed è diventata una delle città più attrattive d’Europa.

Ecco perché c’è bisogno di una grande alleanza per Roma che abbandoni il provincialismo stucchevole del dibattito politico del governo. Un’alleanza che veda la partecipazione di tutte le forze politiche e sociali per rimettere in piedi la città e scongiurare la crisi di liquidità paventata e il collasso della Capitale.

Serve un grande piano, concreto e misurabile che coinvolga i cittadini e li faccia partecipi del modello di risanamento e rilancio della propria città.

Il salva Roma serve e va costruito con attenzione, approfittando di questo decreto, deve salvare la città sul serio e non solo la sua attuale amministrazione rimandando il problema alle prossime elezioni.