L’Osservatore: 35 anni di storia della Chiesa

Mario Agnes (fratello di Biagio, ex direttore generale della Rai) era un cattolico impegnato che aveva però ben chiaro quale doveva essere il ruolo del laicato nella Chiesa alla luce dei rinnovamenti del Concilio Vaticano II.

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Mario Agnes (fratello di Biagio, ex direttore generale della Rai) era un cattolico impegnato che aveva però ben chiaro quale doveva essere il ruolo del laicato nella Chiesa alla luce dei rinnovamenti del Concilio Vaticano II. Un suo ritratto inedito emerge nel libro “L’Osservatore. Trentacinque anni di storia della Chiesa nelle carte private di Mario Agnes”, pubblicato da Ignazio Ingrao per i tipi della San Paolo. L’autore, giornalista e autore televisivo, vaticanista del Tg1, ricostruisce, attraverso lo studio meticoloso degli archivi privati di Mario Agnes, la figura di un testimone privilegiato delle vicende della Chiesa, in Italia e non solo.

Chiamato da Giovanni Paolo II (insieme a Joaquin Navarro-Valls) a dirigere la comunicazione vaticana, Mario Agnes si dimostra un giornalista capace di interpretare il suo ruolo con scrupolo, riservatezza, ma al contempo grande passione e competenza.

Già presidente dell’Azione Cattolica, di cui aveva raccolto la difficile eredità di Vittorio Bachelet (1973-1980) si impegna, dopo l’approvazione del nuovo statuto, a ridefinire l’identità e lo stile operativo dell’associazione alla luce dei “nuovi fermenti” post-conciliari. In particolare punta a valorizzare la dimensione “religiosa” dell’Azione Cattolica senza trascurare la sua vocazione civile e sociale.

Sono anche gli anni del suo impegno in politica in qualità di consigliere comunale a Roma come indipendente nelle file della Dc e poi con la direzione del quotidiano della Santa Sede, l’Osservatore Romano (1984-2007). Durante la sua direzione dà vita a un profondo rinnovamento del giornale, accompagnato dall’introduzione di sostanziali cambiamenti nello stile e dall’apertura crescente alle nuove tecnologie.

Tornando al libro, Ingrao ha avuto un accesso privilegiato all’archivio privato di Mario Agnes. Si tratta di un patrimonio ricco e prezioso, fatto di lettere, appunti, documenti. Dimostra una conoscenza significativa e un rapporto assiduo con numerose figure del giornalismo, della politica e della storia della Chiesa.

Nel volume, l’autore ricostruisce molti aspetti della personalità del direttore dell’Osservatore Romano. «Un protagonista discreto di oltre quarant’anni di storia della Chiesa. Un periodo cruciale che va dalla fine del Concilio Vaticano II, passa per il referendum sul divorzio e sull’aborto, il rapimento Moro, il pontificato di Paolo VI e di Giovanni Paolo II, la caduta del muro di Berlino, i conflitti in Iraq, fino all’elezione di Benedetto XVI».  Mario Agnes – scrive l’autore – lo attraversa con passo discreto: «Non il muoversi felpato degli uomini di palazzo, dei tessitori di relazioni nei corridoi della Curia romana. Piuttosto un procedere umile ma sicuro. Un passo dietro al Pontefice. L’uomo del Papa, fedele, senza ostentazioni».

Come ricorda lo storico Andrea Riccardi nella bella prefazione al volume, Agnes è «uomo di mille battaglie, capace anche di opposizione, aduso alle problematiche del governo della Chiesa e della politica, aveva però qualcosa di fanciullesco, che si legava alla sua fede spontanea di cattolico del popolo, improntata sui valori familiari e sulla semplicità della sua terra».

Dalle pagine del volume emergono anche rapporti significativi con molte figure del giornalismo, della politica e della Chiesa. E infatti sono raccolte le loro voci e le loro testimonianze: da Walter Veltroni ad Angelo Scelzo, da padre Gianfranco Grieco al cardinale Leonardo Sandri, da Ciriaco De Mita a Fausto Bertinotti. Un mosaico di voci che arricchiscono la ricostruzione di un protagonista scomparso appena tre anni fa e oggi quasi del tutto dimenticato.