Luci e ombre nella periferia romana: Nuova Gordiani, a Natale, si rivela un quartiere in cammino.

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Sono cambiate molte abitudini per i cittadini, modificata la vita sociale, e per usare un modo comune di espressione “non siamo più quelli di prima della pandemia”. Vale la pena, dunque, raccontare il vissuto del Natale in una delle periferie romane, ormai integrate al nucleo urbano consolidato. L’esperienza di Nuova Gordiani è interessante.

 

Luciano Di Pietrantonio

 

Le feste natalizie ormai sono quasi alla conclusione con l’arrivo dell’Epifania. Questo periodo rappresenta sempre per molte persone una sorta di spartiacque, un inizio e una fine, oltre a farci (qualche volta) tornare fanciulli, per sognare e sperare in situazioni ed  eventi spesso migliori, con meno preoccupazioni e difficoltà. La realtà è sempre insieme a noi, e ci richiama a una quotidianità che condiziona pesantemente, (oltre ai problemi storici della Città Eterna, come trasporti e ambiente) da circa due anni di pandemia con le varianti sempre più insidiose, e incide pesantemente in tutto il mondo sulla vita delle persone.

 

Sono cambiate molte abitudini per i cittadini, modificata la vita sociale, e per usare un modo comune di espressione “non siamo più quelli di prima della pandemia”. Guardando i grandi numeri di quest’ultimo periodo, ci si rende conto della complessità della pandemia, dove circa il 90% degli italiani sono vaccinati, ma ancora 5.5 milioni di persone non conoscono il vaccino e circa un milione di cittadini sono i positivi al covid 19. Anche così si comprende l’insicurezza di una situazione, che è difficile da governare, ed avere una visione di futuro. La ricerca di normalità è sentita giustamente in varie parti del nostro paese: dai grandi comuni ai piccoli borghi, e non a caso anche “le piccole cose diventano importanti e vale la pena raccontarle”.

 

Ecco perché è forse utile, e offre una speranza in più, raccontare quanto accade a Roma.

 

Due eventi, apparentemente “naturali e scontati”, che fanno la differenza: un addobbo luminoso e una rappresentazione sacra, in una quotidianità spesso caotica, preoccupata e rassegnata del quartiere di Nuova Gordiani, una piccola parte della storica periferia romana del Prenestino-Casilino nel V° Municipio. Sono state allestite delle luminarie bianche e bleu per quasi tutte le strade del territorio e d è stato collocato nel marciapiede centrale di viale Partenope (chiamato comunemente “biscottone”) l’Albero di Natale luminoso stilizzato. Gli addobbi luminosi, apprezzati dagli abitanti, sono stati realizzati con il contributo e gli auguri di oltre 90 commercianti delle strade interessate: forse è il segno non solo della ripresa delle attività commerciali, ma anche del rilancio dell’Associazione di categoria degli operatori economici, e conseguentemente per lo sviluppo e la riqualificazione del territorio.

 

Per altro assistiamo al ritorno, dopo la sospensione dello scorso anno, per i vincoli imposti dalle norme anti-covid 19, del “Presepe di strada”, organizzato dal Gruppo Scout di Roma 92, con il coinvolgimento delle famiglie e della Parrocchia di Santa Maria Madre della Misericordia. Invece, la rappresentazione della Natività è stata collocata sul tradizionale spazio all’incrocio di viale Partenope con via Marcianise.

 

Nelle motivazioni scritte su un “foglio” affisso al fianco del Presepe si legge: “Quest’anno abbiamo portato una delle creazioni del nostro amico Licio, “artista del Presepe”, recentemente scomparso, colui che da tantissimo tempo faceva il Presepe nella nostra Parrocchia…ma anche in molte altre chiese di Roma, donando la sua pazienza, la ricerca della perfezione, la bellezza, quello che lui poteva donare al Gesù che rappresentava”.  Il  “Presepe di strada” è stato visitato da tanti giovani e meno giovani, donne e uomini, credenti e non, persone di altre fedi religiose, e questo è un segno di integrazione fra uomini di buona volontà.

 

Aver richiamato questi due accadimenti, definiti “naturali e scontati”, in questa fase ove il futuro sembra che non abbia luce, sono state fatte cose che lo scorso anno sono state impossibili fare.

Dai piccoli eventi, organizzati da più persone, nasce la speranza che partendo dal territorio, anche come a Nuova Gordiani, si può immaginare un nuovo cammino malgrado le difficoltà pandemiche.