Manca l’acqua ma non le liti.

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Prima di arrivare alla primavera del 2023 ci sono ancora 8/9 mesi che ci separano dal confronto elettorale. Se vogliamo rendere ancora più ostile la condizione economica che grava sul nostro Paese, lasciate sciolte le briglie ai capi politici attuali.

 

Gianfranco Moretton

 

Finita la pagina elettorale, ancora dentro la guerra Russia Ucraina, tra i piedi ritorna una fastidiosa presenza del covid, la politica non intende essere da meno.

 

Sferzati da un insopportabile caldo, con l’incombenza di una siccità quasi biblica, qualcuno ancora si diletta a creare condizioni ostili nel panorama politico nazionale.

 

Un buon regista vedrebbe più soggetti all’opera. Non c’è una unica fonte. Qui tutti sembrano punti dalla tarantola. Il caldo tra l’altro, giustifica la metafora. Azzardo; Draghi fa le sue; il pd propone oggetti indigesti ad alcuni partner della maggioranza; i 5Stelle non si sa se sono proiettati ad invadere Marte o precipitare nel nulla; la Meloni striglia a più non posso i suoi alleati; il centro sembra più un incontro tra singolo soggetti, in cerca di casa, che un movimento serio di opinione.

 

La borsa è ai minimi. Segnala questo guazzabuglio politico. Certo, a determinare questi “scuri di luna “ ci sono anche le magagne internazionali. Quest’oggi credo che quella cattiva ebollizione sia più da addebitare alle insane scaramucce tra i soggetti elencati in precedenza.

 

C’è poco da ridere. Prima di arrivare alla primavera del 2023 ci sono ancora 8/9 mesi che ci separano dal confronto elettorale. Se vogliamo rendere ancora più ostile la condizione economica che grava sul nostro Paese, lasciate sciolte le briglie ai capi politici attuali. C’è da augurarsi che qualcuno tolga a costoro il vizio di stare costantemente sopra le righe.

 

Non c’è più pazienza!