Mariupol città martire in attesa della presa di Kiev

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Nessuno avrebbe mai immaginato una simile campagna di distruzione e morte che mira ad annientare un popolo per sottomettere chi resterà: viene da chiedersi se costoro, quelli che sopravviveranno possano essere considerati più fortunati dei molti civili ammazzati.

 

 

Francesco Provinciali

 

Continua l’orrore senza fine dell’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe, con attacchi concentrici che si concluderanno presto con la inevitabile presa di Kiev. Devastazione, morte, bombardamenti stanno mettendo in ginocchio l’Ucraina, due milioni e mezzo di persone – prevalentemente donne e bambini hanno lasciato il Paese, mentre gli uomini civili stanno organizzano la resistenza affiancando l’esercito regolare: ma è troppo grande il dispiegamento dei militari russi, troppo evidente la disparità delle forze che si fronteggiano.

 

Mentre Zelens’kyj si rivolge al mondo e all’Europa in particolare per avere aiuti militari…”per quanto tempo sarete complici ignorando il terrore”? Chiudete i cieli ora! Fermate gli omicidi! Ne avete il potere ma sembra che voi state perdendo umanità” (questo l’ultimo appello pubblicato sul Canale Telegram, per ottenere la “no fly zone” aerea ), la Cina fa un passo diplomatico perso Putin: “Le colpe del conflitto ricadono sui Paesi dell’Occidente e sulla NATO” per le continue azioni di provocazioni perpetrate contro la Russia.

 

Una presa di posizione che desta allarme facendo pensare a futuri scenari di allargamento dell’area di guerra. In particolare Mariupol sta diventando la città martire, simbolo della distruzione cieca e feroce di ogni cosa: non c’è acqua potabile, la gente beve la neve, i viveri stanno finendo, le farmacie non hanno medicinali o sono chiuse, i negozi non hanno più generi alimentari, ieri una bambina è morta disidratata per assenza di cibo e di acqua, accanto al corpo senza vita della mamma.

 

I bambini sono le vittime predestinate, quasi prescelte di una ferocia disumana e inaudita. Mentre scrivo è in atto il bombardamento dell’ospedale pediatrico della città e ci sono molti bambini e le loro madri morti sotto le macerie. Non esiste più nulla che ricordi la fisionomia di una città. La vita si spegne lentamente sui volti delle persone. Continua il massacro senza fine dei civili: Putin sa certamente che i bambini muoiono sotto i colpi di mortaio, gli spari dei Kalashnikov, i bombardamenti. È veramente atroce questo accanimento disumano che non ha nulla di meno in fatto di crudeltà paragonandolo all’olocausto perpetrato dal Terzo Reich.

 

D’altra parte la traduzione letterale della definizione con cui – annunciando l’invasione dell’Ucraina – aveva descritto la gente di quel Paese era “sono bestie senza razza”. Che cosa ci si potrebbe aspettare da colui che non  considera esseri umani le vittime del suo attacco armato sanguinario e disumano? Non ci sono più parole per descrivere le scene di orrore e l’incessante distruzione delle case, dei manufatti, dei mezzi utili per gli spostamenti, i corridoi umanitari annunciati non hanno partenza né sbocchi.

 

Scappa chi può: molti minori si incamminano da soli verso ignota destinazione, rappresentano quasi la metà della gente in fuga. Non solo le sanzioni economiche in danno della Russia fermano la strategia omicidiaria e del terrore che non ha sosta ma nemmeno queste vittime innocenti ispirano un gesto di resipiscenza, un ripensamento, una tregua. Come si fa a continuare con i bombardamenti e con l’aggressione militare sapendo che sotto i colpi cadono vittime innocenti? Viviamo – senza ‘forse’ – il punto più basso di coscienza morale dopo la seconda guerra mondiale, nessuno avrebbe mai immaginato una simile campagna di distruzione e morte che mira ad annientare un popolo per sottomettere chi resterà: viene da chiedersi se costoro, quelli che sopravviveranno possano essere considerati più fortunati dei molti civili ammazzati.

 

Esperti di ogni Paese e di diverse branche della medicina e della psicologia stanno visionando per ore e ore le immagini di Putin nelle sue apparizioni televisive, la domanda è : si tratta di un pazzo? Ci sono segnali di una malattia mentale? Alcuni ipotizzano un tumore che lo porterebbe a ragionare come un “Sansone che muore con tutti i filistei”. Ma una malattia potrebbe anche far diventare più buoni, clementi, benevoli, indulgenti…la pazzia di un dittatore non ha deterrenti se non vengono presi provvedimenti dai suoi più stretti collaboratori. Resta la coscienza morale dissolta come neve al sole, l’etica scomparsa, la pietas che non esiste più nel cuore o nella mente di questo “autocrate” che sa di essere responsabile di un massacro di vittime innocenti. Neanche le morti dei bambini lo fermano. Siamo all’orrore, è spento in lui ogni  barlume di ripensamento, di misericordia, di pentimento.

 

Che cosa deve fare il mondo? Siamo tutti attanagliati da interrogativi più che inquietanti, direi ultimativi. Chi poteva prevedere che nell’anno di grazia del 2022 si potesse verificare un eccidio di questo genere.? Nulla è giustificabile mentre tutto appare razionalmente inspiegabile. Ho visto in un video Putin compiere il gesto del segno di croce, secondo l’usanza del credo ortodosso. Mi chiedo, e so di non essere il solo, se quel gesto non sia da leggersi come una bestemmia inaccettabile.