Milano: Mini-organi 2.0

La prossima sfida sarà quella di perfezionare la 'ricetta' per ottenere organoidi sempre più grandi

369

I mini-organi umani riprodotti in provetta entrano nell’era 2.0: grazie a chip, stampanti 3D e intelligenza artificiale, metteranno il turbo alla rivoluzione della medicina di precisione, che punta a realizzare terapie sempre più mirate e personalizzate in base al profilo molecolare del singolo paziente.

Un futuro che diventa realtà presso il nuovo Centro di ricerca coordinata sulla biologia degli organoidi (Human organoid models integrative center, Homic) dell’Università Statale di Milano, che apre i battenti presso la Fondazione Istituto Nazionale di Genetica Molecolare (Ingm) ‘Romeo ed Enrica Invernizzi’.

Il Centro, dove lavoreranno una ventina tra ricercatori e tecnici, ha il suo ‘cuore’ nel laboratorio dove vengono coltivati gli organoidi, strutture multicellulari in 3D che ricapitolano l’architettura dei tessuti umani permettendo di studiare i meccanismi delle malattie e la loro reazione ai farmaci. Prodotti a partire da cellule staminali ottenute dal singolo paziente, vengono poi caratterizzati da un punto di vista biomolecolare e perfino modificati, in modo da studiare tumori, malattie autoimmuni e del sistema nervoso centrale.

“La prossima sfida – spiega Massimiliano Pagani, coordinatore del Centro Homic – sarà quella di perfezionare la ‘ricetta’ per ottenere organoidi sempre più grandi, complessi e simili agli organi originali: per questo useremo nuovi materiali e tecnologie come le stampanti 3D”.