Mitt Romney attacca il presidente Trump: “Non è allʼaltezza dellʼincarico”

"Non intendo commentare ogni tweet o errore ma farò sentire la mia voce contro dichiarazioni o azioni significative che sono divisive, razziste, sessiste, anti immigrati, disoneste o distruttive per le istituzioni democratiche"

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L’ex candidato presidenziale repubblicano Mitt Romney, che giurerà giovedì come senatore, ha lanciato un duro attacco al presidente americano Donald Trump, proponendosi come nuova voce critica del Grand Old Party dopo la morte di John McCain, Romney sostiene che la condotta di Trump “negli ultimi due anni, in particolare le sue azioni in questo mese, sono la prova che il presidente non è stato all’altezza dell’incarico”.

Romney sostiene che la presidenza Trump “è caduta profondamente” a dicembre con “le partenze del capo del Pentagono Jim Mattis e del capo dello staff della Casa Bianca John Kelly, la nomina di alti dirigenti di minore esperienza, l’abbandono degli alleati che hanno combattuto accanto a noi”.

Romeny approva alcune politiche e nomine del tycoon ma ritiene che non basti perché “una presidenza forma il carattere pubblico di una nazione” e “un presidente deve unirci e ispirarci per seguire i nostri ‘angeli migliori’, deve dimostrare le qualità essenziali dell’onesta e dell’integrità ed elevare il discorso nazionale con buone maniere e rispetto reciproco.

“Con la nazione così divisa, risentita e arrabbiata, la leadership presidenziale nelle qualità del carattere è indispensabile. Ed è in questo campo che le carenze di quella attuale sono state più evidenti”, prosegue.

Romney ammonisce inoltre che “anche il mondo sta guardando” un’America che ha perso autorevolezza e che per riguadagnarla deve “sanare i fallimenti della politica interna”, ad esempio con “promuovendo politiche che ci rafforzino piuttosto che il tribalismo sfruttando paura e risentimento”.

“I nostri leader devono difendere la nostre istituzioni vitali”, aggiunge, indicando “una stampa libera, il ruolo della legge, chiese forti, aziende e sindacati responsabili”. E “l’America è più forte” quando è alleata ad altre nazioni, prosegue, sottolineando che “vogliamo un’Europa unita e forte, non un’unione disintegrata”.

“Non intendo commentare ogni tweet o errore ma farò sentire la mia voce contro dichiarazioni o azioni significative che sono divisive, razziste, sessiste, anti immigrati, disoneste o distruttive per le istituzioni democratiche”, conclude.