Museo Etnologico Vaticano: Indonesia. Il Paese dell’Armonia

Il cristianesimo è presente con molte opere realizzate nei peculiari stili indonesiani

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Dimostrare attraverso l’arte che popoli con culture, etnie e religioni diverse possono convivere in armonia. È questo il messaggio di fondo dell’esposizione temporanea sull’Indonesia. Il Paese dell’Armonia,  al Museo Etnologico Vaticano.

Oltre 200 i manufatti in mostra che si aggiungono alla ricca Collezione indonesiana dei Musei Vaticani, costituita da oltre mille oggetti che vanno dall’VIII al XIX secolo: dalle raffinate statue in bronzo rappresentanti divinità indù e buddhiste alle marionette di Giava per il teatro delle ombre wayang, da un Corano in miniatura a un Crocifisso decorato con  motivi tipici degli Asmat, gruppo nativo della Papua.
Molte delle opere esposte sono doni che le comunità indonesiane hanno fatto negli anni ai vari pontefici.
L’iniziativa è promossa in collaborazione con il Governo indonesiano e l’Ambasciata indonesiana presso la Santa Sede.

L’Indonesia è un paese costituito da migliaia di isole in cui convivono numerose etnie, ciascuna ricca di una propria vivace tradizione culturale. Questo crogiolo culturale ha favorito l’incontro di differenti religioni, e oggi la popolazione indonesiana è orgogliosa di presentarsi al mondo come un esempio di tolleranza e convivenza fra le diverse culture e religioni.
Le religioni autoctone sono praticate ancora oggi in molte parti dell’Indonesia, rafforzando nei vari gruppi, fieri delle proprie tradizioni ancestrali, il senso di appartenenza e di identità culturale. L’incontro delle diverse tradizioni religiose locali con quelle che nel corso dei secoli si andarono successivamente diffondendo in Indonesia diede vita a peculiari espressioni culturali e artistiche.

La raccolta indonesiana del Museo Etnologico Vaticano è costituita da oltre mille oggetti, rappresentativi delle popolazioni, culture e religioni di quella vasta area geografica. La selezione di manufatti qui esposti permette di apprezzare e conoscere il ricco patrimonio artistico indonesiano, dagli oggetti più antichi a quelli contemporanei.

La collezione più antica, donata da Mons. Eugène Tisserant (1884-1972), è costituita da 40 raffinate statue in bronzo, databili dall’VIII al XIV secolo, rappresentanti divinità indù e buddhiste. Da Giava proviene la raccolta più ricca e completa, in cui spiccano un gruppo di 30 marionette per il teatro delle ombre wayange un paravento a tre pannelli. Il mondo islamico è rappresentato da uno straordinario Corano in miniatura, databile alla fine del XIX secolo, con caratteri talmente piccoli da richiedere una lente d’ingrandimento per la lettura.

Il cristianesimo è presente con molte opere realizzate nei peculiari stili indonesiani: di particolare interesse è un crocifisso decorato da motivi tipici degli Asmat, gruppo nativo della Papua. Le culture originarie dell’Indonesia sono documentate anche da numerosi oggetti che ben illustrano le loro antiche tradizioni: da Kalimantan provengono oltre 300 oggetti, mentre da Sumatra e dall’ isola di Nias sono giunti 50 manufatti, tra i quali spiccano statue raffiguranti antenati. Non bisogna dimenticare inoltre le testimonianze delle altre numerose etnie presenti in Museo come gli Aceh, i Batak, i Bugis, i Makassar, i Toraja e i creatori delle stoffe e degli splendidi scudi dai magici disegni, i Kenyah.
Da Bali, infine un’elegante raffigurazione pittorica su foglie di palma, lontar, narrante una popolare storia d’amore e una statua di Singa, il leggendario drago-leone.