Nel dialogo la via della pace

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L’articolo è uscito nell’edizione odierna de L’Osservatore Romano

Salamanca, 8. Imparare a dialogare e a prendere decisioni condivise: sono questi i principi da seguire per costruire una pace duratura secondo il “Manifesto finale” presentato nei giorni scorsi dalla quinta sessione internazionale del Parlamento universale della gioventù (Pug) alla Pontificia università di Salamanca (Upsa). Il documento è frutto del lavoro di tremila giovani “parlamentari” di 31 Paesi, di diverse tradizioni e confessioni religiose, che si sono incontrati in un ricco ambito multiculturale, caratterizzato anche dalla presenza di ragazzi provenienti dalle comunità indigene andine e amazzoniche.

La comunione contro l’individualismo, la diversità contro l’uniformità, la crisi come opportunità e l’apertura alla trascendenza, sono considerate dal manifesto le fondamenta della pace. Paragonandola a un edificio in costruzione, il documento afferma che tra i suoi più importanti pilastri figurano la priorità dei processi decisionali sull’immediato, la ricchezza della diversità, il bene comune e l’aiuto reciproco. Sono tutte condizioni necessarie affinché siano trovate soluzioni comuni che preparino la via per la pace in qualsiasi ambito della società.

In occasione della presentazione del testo il vescovo di Salamanca, Carlos López Hernández, ha evidenziato come esso rifletta «l’umanesimo delle Beatitudini, ricordando che l’umanesimo di Cristo è valido per tutti gli esseri umani». Ha quindi incoraggiato i giovani a non dimenticare che solo attraverso la pace interiore, dono pasquale e frutto della riconciliazione che Cristo ci porta, è possibile trasmettere e costruire la pace esteriore.

I principi espressi nel manifesto hanno ricevuto apprezzamento anche da parte del presidente dell’Istituto Id di Cristo Redentore – missionari e missionarie identes, padre Jesús Fernández. Il religioso ha inviato un messaggio ai giovani riuniti a Salamanca sottolineando che il progresso scientifico e tecnico, pur essendo necessario al raggiungimento della pace, di per sé non è sufficiente a garantirla; occorrono quindi l’attenzione per l’altro e per la cura della casa comune, «costruendo col tempo autentici legami umani». Padre Fernández, citando poi Fernando Rielo, fondatore dell’istituto, ha esortato a non dimenticare mai che «l’amore è il motore della storia, della scienza, della famiglia e della pace».

Eventi come questo di Salamanca sono la testimonianza e «la massima espressione di un’educazione che include famiglia e società e senza la quale la pace non è possibile», ha dichiarato Marta Simoncelli, coordinatrice nella penisola iberica di Scolas Occurrentes, lodando il manifesto come «documento che costruisce ponti e diffonde la cultura dell’incontro». Il prossimo incontro del Pug si terrà nel 2021 in Ecuador, a Quito, sul tema «Libertà di pensiero, espressione e reti di comunicazione».