Nella logica dei “No Vax” si annida la corruzione di una sana convivenza civile

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Dellai si è sforzato di cogliere le motivazioni legate al rifiuto della vaccinazione, ma non dobbiamo dimenticare che  l’irrazionalità incombe su questo scenario. Ne approfitta ovviamente la destra. Che fare? Dobbiamo tenere alta la guardia, ben sapendo che solo così è possibile rinvigorire la democrazia.    

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Devo premettere che sfoglio ogni santo giorno il “Domani d’Italia“. Fatalmente, sulla scia delle cose che leggo, mi viene anche voglia d’intervenire. E infatti, qualche volta mando in redazione un commento.  

Agli articoli di Lorenzo Dellai dedico particolare attenzione. Il suo curriculum, le sue doti di politico e amministratore, dunque i suoi “valori” testimoniati nel tempo, li ho sempre apprezzati e per quanto possibile condivisi. Sebbene non ci sia un contatto diretto, vale a dire una frequentazione amicale, partecipo con un certo trasporto di stima ed affetto alla continua ricerca che egli propone assiduamente attraverso contributi nient’affatto banali.

La premessa mi consente di osservare benevolmente come da parte sua, nell’ultimo articolo a proposito di vaccinazioni, i “No vax” siano equiparati a soggetti equilibrati e razionali, e dunque a soggetti che tutto quello che fanno e dicono, lo fanno e dicono con convinzione meditata, ovvero sia con piena lucidità mentale. Qualcosa evidentemente non torna, almeno dal mio punto di vista, se facciamo i conti con la loro distorta visione del mondo.

Ebbene sono stato sin dall’inizio fortemente convinto – a partire dal comizio in piazza del Popolo del generale Pappalardo – che si tratta di gente fortemente irrazionale ed emotivamente instabile. I “No Vax” ignorano il significato del  sacrosanto diritto alle libertà personali. In sostanza,  leggono e affrontano la storia con enormi pregiudizi. Starei per dire che nel loro agire quotidiano fanno solo uso e si alimentano della “politica-spettacolo” e della “politica-social”, ignorando l’uso del ragionamento e della buona logica orientati al bene comune (elementi, come sappiamo, fondamentali alla Polis). In sintesi, tralasciano il buon senso, che non è senso comune. 

Trovo allora molto appropriata la citazione di Moro inserita nel pezzo di Dellai. In effetti, a distanza di tanti anni, siamo ancora in attesa di un “…nuovo senso del dovere”, proprio per mancanza di effettivo raziocinio, vale a dire di quella pur lieve e argomentata riflessione, fatta con i piedi per terra, sul futuro che ci attende, e su quello che attende i nostri figli e nipoti.

Il tempo presente mette a nudo la dispersione di valori importanti, per i quali, nel bene o nel male, la nostra convivenza civile teneva. Da questo turbamento discende la l’intima corruzione della politica. Non si spiegherebbero altrimenti le robuste quote di consenso della (nuova) destra italiana. Insomma, il distacco dalla razionalità genera il mostro del radical-sovranismo. Siamo all’assurdo: Salvini tiene il rosario in mano, come abbiamo visto nei comizi, ma ignora la pietà per i disgraziati che muoiono in mare nel tentativo di fuggire, il più delle volte, da guerre e miserie. Questa è la destra, pronta a legare in un solo fascio la propaganda anti vaccinazione e le pretese anti europee di un Orbàn.     

Bisogna resistere – e penso che Dellai sia d’accordo – a questa devitalizzazione dello “scandalo”. La democrazia, in definitiva, richiede oggi più che mai uno sforzo di rigenerazione morale.