NON POSSIAMO STARE CON LA DESTRA. PESA PURTROPPO LA DIVISIONE TRA CENTRO-SINISTRA E TERZO POLO. 

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La Democrazia che ci propone la Destra non è la nostra Democrazia. Alcide Degasperi – che i sedicenti “centristi”, utili idioti della Destra, cercano di utilizzare in modo blasfemo – ha sempre affermato il “confine a destra”, anche quando era in conflitto di sistema con i comunisti. Il “Centro” è tutto ciò che può evitare al Paese e all’Europa il declino della Democrazia. Ma nessuno oggi lo rappresenta da solo.

Ciò che accade in Europa e nel Mondo dovrebbe farci capire che non esiste futuro per la Democrazia – come la concepiamo noi cristiano democratici – nella prospettiva della Destra. Non è “fascismo” in senso stretto, certo. Ma non è la “nostra” Democrazia.

Non è la Democrazia che si fonda su un patto di comunità e di solidarietà. Non è la Democrazia evocata da Aldo Moro quando parlava di “Stato, che nella sua essenza, è il divenire della società nella storia, secondo il suo ideale di giustizia”. Non è la Democrazia intesa come costruzione faticosa di una trama umana e sociale, piuttosto che mera corrispondenza tra istanze sempre più individualistiche ed un Potere sempre più solo e destinatario di mandati fideistici tanto generici, quanto effimeri. Non è la Democrazia che vede nell’Europa la nostra casa comune.

Al di là di ogni incongruità delle attuali forme rappresentative della politica e di ogni astrusità delle leggi elettorali, noi non possiamo stare con la Destra.

Non è questione di “voto utile” per chi si candida, ma di “voto utile” per la Democrazia come i nostri Padri ce l’hanno insegnata e consegnata. In Italia ed in Europa. Alcide Degasperi – che i sedicenti “centristi”, utili idioti della Destra, cercano di utilizzare in modo blasfemo – ha sempre affermato il “confine a destra”, anche quando era in conflitto di sistema con i comunisti.

E Gabriel Valdes – grande leader della DC cilena – ammoniva che “se vinci con la Destra, è la Destra che vince”.

Non so cosa sarà il “Centro” in futuro. So che Moro, nel suo memorabile discorso del 28 febbraio 78, diceva: “Se fosse possibile dire: saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a questo domani, credo che tutti accetteremmo di farlo, ma, cari amici, non è possibile; oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso, si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà”.

Il “Centro”, oggi, in questo passaggio drammatico, è tutto ciò che può evitare al Paese e all’Europa il declino della Democrazia che la Destra ha in programma. Nessuno oggi lo rappresenta da solo. Ed infatti stiamo giocando a briscola in un torneo di scopone. Giochiamo al proporzionale in un sistema in gran parte maggioritario. Il danno derivante dalla divisione tra Centro Sinistra e Terzo Polo appare enorme ed irreversibile in queste elezioni. Un gioco a somma irresponsabilmente negativa.

Lavoriamo almeno per ridurre il danno immediato e per immaginare scenari nuovi e più adeguati per il dopo.