Nota sul referendum. L’analogia con la lezione di Togliatti e De Gasperi.

Come segnala D’Alimonte il rapporto tra Sì e No non è per niente diverso tra le Regioni che hanno votato insieme alle Regionali e le altre

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Io non so se abbia ragione il Cattaneo a partire dai flussi in alcune città a dire che metà dell’elettorato Pd ha votato Sì e l’altra metà si è divisa tra No ed astensione o se invece abbia ragione Opinio secondo cui invece il Sì tra gli elettori Pd sarebbe del 63 per cento.

Il punto però dell’impegno formalizzato del Pd per il Sì stava nell’alternativa tra logica testimoniale e atteggiamento di responsabilità. Pietro Scoppola sosteneva che Togliatti alla Costituente votando Sì all’articolo 7 (che sul momento congelava il Concordato del 1929, anche se si limitava formalmente solo a costituzionalizzare il metodo pattizio, lasciando quindi aperta la strada di revisioni future) aveva fatto una delle scelte che gli consentirono di affermarsi a sinistra ai danni di Nenni.

Entrambi avevano un giudizio pessimo sul Concordato del 1929, ma il primo a differenza del secondo aveva capito che per radicarsi nella società italiana bisognava garantire anzitutto la pace religiosa ed inserirsi quindi in quel processo. La stessa differenza che si presentò tra i cattolici De Gasperi e Gerardo Bruni (il secondo esponente del piccolo partito Cristiano Sociale): entrambi non solo come Togliatti e Nenni non amavano per niente il Concordato del 1929 per ragioni politiche, ma neanche per ragioni religiose. Il primo però fu il regista del voto sull’articolo 7 anche e soprattutto per ancorare la Chiesa alla democrazia e il secondo si oppose; il primo emerse come egemone poi dal voto del 18 aprile, mentre il secondo non prese neanche un seggio.

Stare nei processi per orientarli, anziché scegliere logiche minoritarie era la lezione che andava ricavata sul terreno istituzionale dopo la sconfitta del referendum 2016, rilanciando una riforma per tappe, aggiornando quindi gli strumenti senza rinnegare i principi. Una battaglia che spero sarà comune anche a chi ha votato No per ragioni riformiste.

Ne parleremo lunedì alla Sapienza in questo convegno prontamente organizzato dal prof. Lanchester con la relazione del prof. Cheli
https://bit.ly/33RHBw6

Derosier sulla riforma del Senato in Francia

Pour un Sénat plus légitime