Ora Torino può invertire la rotta: Il commento di Merlo.

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Ci sono adesso, grazie alla possibile collaborazione tra il neo-eletto sindaco Lorusso e il Presidente della Regione Cirio, tutte le condizioni per far sì che anche la politica ritorni ad essere protagonista e, con essa, la capacità di indicare concretamente quasi sono le reali necessità che attengono allo sviluppo e alla crescita del Piemonte.

Dopo la parentesi grillina Torino si appresta, seppur lentamente, a risalire la china. È inutile ricordare che il populismo anti politico, demagogico, giustizialista e con una scarsa cultura di governo del grillismo ha prodotto danni incalcolabili per la città e, di conseguenza, per tutto il suo hinterland. È appena sufficiente ricordare la vicenda delle Olimpiadi invernali del 2026 che, dopo la ritirata misteriosa e grottesca della città di Torino, sono state aggiudicate a Cortina e a Milano. Con un esborso di risorse pubbliche gigantesche, senza tenere conto che Torino con le sue valli olimpiche conservano impianti e strutture del tutto inutilizzate dopo levento di Torino 2006 che, se ristrutturate e modernizzate, consentirebbero un massiccio risparmio di denaro pubblico. Ma tant’è.

Eppure, c’è stata una stagione – negli ultimi anni – nella politica torinese e piemontese particolarmente feconda e positiva. È stata quella con Sergio Chiamparino Sindaco di Torino e Enzo Ghigo Presidente della Regione Piemonte allinizio degli anni duemila. Due persone profondamente diverse tra di loro ma che seppero, seppur in un momento favorevole per questo territorio, costruire quella coesione istituzionaleche riuscì ad affrontare e gestire le problematiche che si affacciavano di volta in volta di fronte alla nostra agenda. Una coesione istituzionaleche non metteva in discussione, come ovvio, le rispettive appartenenze politiche e gli opposti schieramenti politici. E, pur senza cedere ad alcuna deriva consociativa, in quella stagione la politica torinese e piemontese seppe fare un salto di qualità non solo a livello istituzionale. Certo, la gestione dellevento olimpico favorì indubbiamente quella convergenza istituzionalema è indubbio che quando ci si trovava di fronte a nodi decisivi e cruciali per il futuro di questo territorio non mancavano il confronto, la dialettica anche aspra, la definizione delle priorità ma, soprattutto, la ricerca delle soluzioni concrete.

Ora, per non dilungarci eccessivamente sul passato, mi pare di intravedere e di cogliere che quel clima politico potrebbe ripetersi dopo le recenti elezioni torinesi. Due persone – Lorusso a Torino e Cirio in Regione – che hanno le caratteristiche, lapproccio e la modalità giuste di agire per riprodurre quella coesione istituzionaleche in questi ultimi anni è sostanzialmente evaporata per svariate motivazioni. Certo, il progressivo esaurimento della deriva populista sotto questo aspetto è un dato sicuramente incoraggiante. E questo perchè, molto semplicemente, dal populismo anti politico, demagogico e qualunquista è difficile trarre una cultura di governo adeguata e, soprattutto, capace di tessere relazioni funzionali a fissare le giuste priorità per il bene e la crescita del territorio. Non a caso, sono prevalse in questi anni pregiudiziali ideologiche, veti politici e ricette bislacche che hanno, di fatto, bloccato una costruttiva e feconda convergenza istituzionale. Con risultati che non hanno certamente aiutato per un vero governo del territorio.

A questo punto, forse – almeno stando ai primissimi passi del neo Sindaco di Torino e alla conoscenza già consolidata del Presidente Cirio – ci sono tutte le condizioni per far sì che anche la politica ritorni ad essere protagonista e, con la politica, la capacità di indicare concretamente quasi sono le reali necessità che attengono allo sviluppo e alla crescita del Piemonte. Per fare un solo esempio, se si apre la possibilità per rivedere il famoso dossier olimpicoin vista dellevento internazionale del 2026 causa le enormi criticità tecnico/organizzative e dopo laggiudicazione a Milano e Cortina, tanto vale fare uno sforzo per capire se Torino e il Piemonte possono ancora giocare un ruolo. Alla luce, anche e soprattutto, di una cattiva gestione del post olimpico che ha lasciato pesanti strascichi nei territori che sono stati sede delle Olimpiadi di Torino 2006.

Dunque, Torino può apprestarsi ad invertire la rotta dopo anni di stasi e di immobilismo. Il populismo dei 5 stelle sta arrivando al capolinea dopo lubriacatura – seppur applaudita da larghi settori del cosiddetto sistema Torino– di un recente passato. E per poter centrare questo obiettivo la cosiddetta convergenza istituzionale” è una risorsa e una prassi da riprendere con forza e con convinzione. Non sempre, come sostengono i populisti di destra e di sinistra, il passato è solo da cancellare, da archiviare o da criminalizzare politicamente. A volte si può e si deve anche recuperare. Per il bene e la crescita dei singoli territori.