Pakistan: confermata l’assoluzione per Asia Bibi

La Corte suprema del Pakistan ha rigettato la richiesta di riapertura del processo di Asia Bibi, scagionata lo scorso ottobre dall’accusa di blasfemia

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La Corte suprema del Pakistan ha rigettato la richiesta di riapertura del processo di Asia Bibi, scagionata lo scorso ottobre dall’accusa di blasfemia, per cui era stata condannata a morte ed aveva passato 9 anni di carcere. Nessun ostacolo formale ora vieta alla donna di lasciare il Paese. Asia Bibi si trova ora in una località segreta del Pakistan sotto stretta protezione insieme al marito Ashiq Masih, mentre le loro figlie hanno ottenuto l’asilo in Canada. L’avvocato della donna, Saif ul Malook, aveva lasciato il Pakistan per motivi di sicurezza ed era rientrato ad Islamabad proprio per l’udienza di revisione.

Il ricorso era stato presentato dal religioso musulmano Qari Salaam, dopo che l’assoluzione aveva scatenato le proteste dei gruppi islamici radicali. Solo un accordo con il governo sulla possibilità di chiedere la riapertura del processo aveva fatto desistere gli islamisiti dalle manifestazioni di protesta durate tre giorni in tutto il Paese.

Intorno alla Corte Suprema del Pakistan sono state schierate numerose forze di polizia e truppe paramilitari per prevenire eventuali manifestazioni di protesta.