Parlare di De Mita? Significa rileggere pagine di storia… 

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Il leader irpino – si legge sulla bacheca di Fb dell’autore – ha contrassegnato con la Sua intelligenza una stagione politica. Si potevano condividere o meno le idee, gli atteggiamenti ma non si poteva non riconoscerne intelligenza e acume.

 

Ricordare Ciriaco De Mita a qualche giorno della scomparsa, rende più nitida la memoria. Parlare di De Mita significa rileggere pagine di storia non solo della Democrazia Cristiana,  ma del Paese. Conobbi Ciriaco De Mita nel 1970 quando da V.Segretario della D.C. si poneva come interlocutore dei giovani d.c. di cui ero il V.Delegato nazionale. 

Erano gli anni del dopo ‘68 in cui le esplosioni delle proteste studentesche avevano posto questioni vitali, alle quali bisognava rispondere evitando giudizi affrettati e provvedimenti superficiali. La gran parte del Paese non colse il significato profondo della protesta, i messaggi volti a superare squilibri, privilegi per dare vita a una stagione di conquiste civili. 

Bisognava bloccare attraverso gli strumenti democratici gli estremismi che dagli anni ‘70, avrebbero imperversato tragicamente. De Mita aveva colto i pericoli della incompiutezza di un percorso di giustizia solidale. Aldo Moro aveva fatto analisi lucide condivise da Ciriaco. Se poi l’estremismo, il terrorismo furono battuti dopo i primi sbandamenti, questo lo si deve a uomini come De Mita, e alla D.C. tutta che non aveva estirpato le radici di idealità,di umanità e civiltà. 

De Mita era prolifico nelle analisi apparteneva a quella nutrita schiera di d.c,che si misuravano politicamente non con le estemporaneità ma con i ragionamenti. Alcune vicende che hanno contrassegnato quel periodo vanno attentamente studiate. La conflittualità con il PSI in un altalenante concorrenza per il potere ha messo in crisi il centrismo, di cui la DC era il perno, dando alla sinistra la possibilità di essere il polo gravitazionale. Il resto è storia: la fine dei partiti politici, della DC e la forte attrazione verso la sinistra. Quella sinistra come il PCI che Moro con il compromesso storico stava svuotando attraverso l’allargamento della base democratica. 

De Mita ha contrassegnato con la Sua intelligenza una stagione politica. Si potevano condividere o meno le idee, gli atteggiamenti ma non si poteva non riconoscerne intelligenza e acume. Era un laeder vero non un capopopolo parolaio vuoto. La scomparsa di grandi personaggi come De Mita ci spinge a rileggere pagine storie dimenticate. 

Ieri ricchezza di idee anche nella dialettica oggi povertà, arroganza che sovvertono le istituzioni e tutto quello che è stato costruito da uomini come De Mita.