Patuanelli può scegliere di candidarsi alla presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia?

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In realtà il centro sinistra, almeno quello che oggi si condensa sotto questa sigla, ha già perso la partita. Per poter spodestare il presidente Fedriga ci vuole ben altro rispetto alle misere appendici apparse sulle cronache regionali in questi ultimi tempi. Se dovessero seguire questi ultimi sentieri, anche la speranza sarebbe costretta a fare le valigie.

 

Gianfranco Moretton

 

È inevitabile, c’è sempre un tempo in cui s’incrocia la dimensione ideale con la gravità della realtà. È ciò che accade adesso. Siamo arrivati al dunque. Dieci anni fa, tutti a dire, ad urlare che due mandati sono sufficienti e oggi, a scadenza delle due legislature, quei proclami stentano a essere ricordati. È il problema dei 5 Stelle, Di Maio è la punta dell’iceberg. Siamo alla resa dei conti. Pensavate forse che Di Maio e accoliti fossero dei cherubini? Tutti votati alla bellezza dei propositi e delle idee? Se così pensavate, oggi siete tutti quanti smentiti dai fatti. Il dramma si sta compiendo nella casa di Grillo. Io l’avevo da lungo tempo previsto. Potranno scalpitare quanto vorranno, ma il Beppe nazionale li ha stecchiti. Due mandati e basta.

 

È il caso di pensare che il Ministro Patuanelli, ad onor delle cronache che ha ancora intonso il salva condotto per una ulteriore esperienza romana, sia in predicato, come a suo tempo si vociferava, di porsi al comando dello schieramento per strappare la regione a Fedriga.

 

L’idea, a tutti gli effetti, è sensata. Poi, altra cosa, è vederla trionfare. Certamente, sono destinate al naufragio tutte le altre ipotesi di lavoro nel campo del centro sinistra. Alcune, persino ridicole; altre, indigeste anche a chi ha un palato animalesco. Quindi, si passa dal teatro nazionale, visitando le cosucce di casa pentastellate, al nostro teatrino di periferia.

 

Per poter spodestare il presidente Fedriga ci vuole ben altro rispetto alle misere appendici apparse sulle cronache regionali in questi ultimi tempi. Se dovessero seguire questi ultimi sentieri, anche la speranza sarebbe costretta a fare le valigie.

 

Questo non vuol dire che la Regione, il centro sinistra l’abbia già persa, ma è semplicemente la presa d’atto che questo centro sinistra l’ha già persa. C’è da augurarsi, per il bene di questa Regione, che il confronto tra i due contendenti non registi uno sbilanciamento così imperioso.

 

Questa critica è volta esclusivamente a mettere in guardia quelli che possiedono un buon grado di intelligenza politica per spronarli a far cambiare rotta a chi si sta destinando anticipatamente a sedersi all’ultimo posto della graduatoria politica regionale.