PERCHĖ AL TERZO POLO E ALLE OPPOSIZIONI POLITICHE NON CONVIENE GUFARE

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Ad una donna, la prima nel Paese che riesce a raggiungere un traguardo che sembrava precluso, va dato lustro e risonanza liberandosi dalla visione che si tratti solo di un ‘avversario politico”. L’opposizione e il terzo polo si devono liberare nel lessico della dipendenza psicologica per la quale si esiste in funzione del confronto con l’altro. Tanto più attacco tanto più sono. Anche qui è tempo che il lessico politico faccia il suo salto di qualità nel linguaggio e si dedichi a rafforzare i propri contenuti.

La caduta della premier inglese dopo 40 giorni di Governo nello stesso giorno che la candidata premier italiana riceveva l’incarico a formarne uno, ha indotto il terzo polo e l’opposizione ha rilasciare dichiarazioni sulle possibili similitudini con le sorti inglese. Commettendo un grosso errore di stile e di valutazione della realtà politica del nostro Paese. 

Sull’errore di stile non possono essere concesse attenuanti. Primo perché l’esercizio del “te lo avevo detto”, unito al “vedrete che fine farà”, è proprio tipico della favola di Esopo, la volpe e l’uva che insegna la miseranda fine che fa l’invidia e la stizza per non aver raggiunto un obiettivo (l’uva) è un sentimento difficile da governare. Una lezione di buona educazione nei rapporti sociali vuole che si traduca sempre in cordialità e rispetto il riconoscimento del “nemico” che ci ha battuto. Ma a questa educazione, di cui forse in questi tempo moderni abbiamo perso il contatto, si aggiunge un secondo punto: il fatto che il “nemico” sia donna, in un universo, quello politico, che vede poca partecipazione femminile. Qui non si può risolvere facilmente con l’affermazione “ma la Meloni di fatto è un uomo” (che pure ho sentito girare), perché puzza di machismo e discriminazione di genere. Né può essere valida la regola contraria, in un mondo con prevalenza maschile, secondo la quale le regole sono queste e vanno accettate, perché vuol dire che quel mondo non fa autocritica ritendo le regole consolidate giuste e perfette. Essere gentiluomini è più che comportarsi come tali. Quindi ad una donna, la prima nel Paese che riesce a raggiungere un traguardo che sembrava precluso e che ha la stessa valenza delle prime volte delle donne italiane in tutto quello che hanno conquistato, va dato lustro e risonanza liberandosi dalla visione che si tratti solo di un ‘avversario politico”, perché non si coglie che l’essenza nell’evento è dopo questo: da qui in poi si parlerà di una seconda donna premier e così via. 

Sulla valutazione politica la questione è più ampia. Lo scontro nella campagna elettorale è stato duro nei termini e nei modi. Ad un confronto sui contenuti, si è preferito un modello di “demonizzazione” del nemico, non avendo a mio giudizio validi esperti di comunicazione del genere umano.  Da che è civiltà in questo mondo, chiarito che esiste il bene e il male, per l’umanità il male ha un’attrattiva ben superiore al bene. L’attrattiva per male/satana è preponderante; dovendo scegliere tra bene/angeli, si tende a scegliere il primo binomio, tant’è vero che chiamiamo santi quelli che scelgono il secondo. La lezione degli elettori è stata chiara. Sono piaciuti i “demoni”.  Che poi demoni non sono, sono avversari politici e quello è l’unico perimetro entro il quale ci si deve muovere. 

Oltre all’”educazionale istituzionale” che si deve praticare nei rapporti tra i partiti, che lo ricordo a mente di Costituzione sono il modo con il quale i cittadini di questo Paese organizzano la propria rappresentanza per partecipare alla vita politica del Paese, l’opposizione e il terzo polo si devono liberare nel lessico della dipendenza psicologica per la quale si esiste in funzione del confronto con l’altro. Tanto più attacco tanto più sono. Anche qui è tempo che il lessico politico faccia il suo salto di qualità nel linguaggio e si dedichi a rafforzare i propri contenuti, essendo evidente che alla platea degli elettori sono piaciuti poco o non hanno convinto soprattutto perché ben il 37% di questa platea non si è mosso da casa. Senza acrimonia perché il viaggio per riconquistare l’elettorato e anche per prendere nuovi viaggiatori si presenta molto lungo.