Perdonare oltre l’impossibile. La figura di Maria Goretti, la Santa dodicenne che “L’Osservatore Romano” consegna a una dimensione oltrepassante l’umano.

È impossibile, secondo l’autore dell’articolo, spiegare il perdono secondo i canoni della vita comune. Tuttavia, come ben sappiamo, i santi vanno oltre tutto ciò che è umano. La giovane delle paludi pontine, morta a seguito della violenza patita per mano del suo altrettanto giovane aggressore, mette in mostra l’eroismo di un’intima e profonda misericordia, intesa come condivisione dell’umana fragilità.

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È impossibile, secondo l’autore dell’articolo, spiegare il perdono secondo i canoni della vita comune. Tuttavia, come ben sappiamo, i santi vanno oltre tutto ciò che è umano. La giovane delle paludi pontine, morta a seguito della violenza patita per mano del suo altrettanto giovane aggressore, mette in mostra l’eroismo di un’intima e profonda misericordia, intesa come condivisione dell’umana fragilità.

Antonio Tarallo

«In quel tempo, Pietro gli si avvicinò e gli disse: Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?. E Gesù gli rispose: Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette”». È levangelista Matteo, allottavo capitolo, a raccontarci questo celeberrimo episodio in cui Gesù ci insegna come perdonare. Chiunque ha subìto torti, ciascuno di noi ha sperimentato delusioni che hanno segnato profondamente la propria vita. E, proprio per questo non possiamo nascondercelo difficilmente abbiamo perdonato, fin da subito, chi ci ha recato dolore. Molte volte, se ci siamo riusciti, è stato solo grazie alla polvere del tempo che ha coperto il danno subìto.

Robert D. Enright, noto psicologo statunitense, attuale docente di Psicologia educativa alluniversità di Madison (Usa), ha improntato il suo campo di ricerca proprio sul tema del perdono: quando una persona perdona, identifica il comportamento dellaltro come moralmente sbagliato, ma accetta laltro e riconosce il suo valore intrinseco nonostante loffesa. Con questi presupposti, perdonare diviene inevitabilmente una scelta. Scrive Enright: «Perdonare è un atto di grazia verso chi ci ha offeso, verso qualcuno che non merita necessariamente la nostra misericordia».

Maria Goretti, certamente, rimane uno degli esempi più concreti e allo stesso tempo straordinari di come noi stessi possiamo divenire misericordia per gli altri. Ma per fare ciò, le nostre uniche forze non bastano. Si tratta, alla fine, di Grazia: questa volta con la Gmaiuscola.

La tremenda uccisione della piccola Maria, avvenuta dopo la tentata violenza da parte del giovane diciottenne Alessandro Serenelli, è una prova tangibile di come il Signore possa operare miracoli nelle situazioni più disparate. Miracolo sì, perché “perdonarenon può che ritenersi tale. La frase divenuta una sorta di emblema-motto che Maria Goretti pronunciò alla madre, prima di morire, ci pone di fronte a un mistero che ci mette in crisi. Il perché è assai semplice: come è possibile per noi perdonare i piccoli torti subìti, avendo di fronte questa immensa figura di santità che è riuscita addirittura ad avere misericordia per il proprio uccisore?

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