Personaggi minori

Il popolo si ribella quando le risorse finanziarie vengono meno e la maggioranza dei cittadini subiscono condizioni di povertà.

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In Francia i movimenti di piazza si sono manifestati prima a Parigi e poi in tutto il Paese con tafferugli e violenze inaccettabili. Le motivazioni del sommovimento popolare sono note: stipendi bassi che non consentono alle famiglie di arrivare a fine mese, l’aumento delle tasse e l’eccessivo costo del carburante.

Ovviamente le ragioni sono anche di natura politica, infatti i manifestanti sono i gilet gialli ma anche altre espressioni della società civile, la destra e l’estrema destra. Tutti uniti che montano un casino sfrenato perché hanno una tassazione che è la più alta d’Europa al punto che nel nostro Paese al confronto è bassissima.

Inoltre la Francia è guidata da un personaggio di terza fila, quel Macron che non ne combina una giusta essendo incapace di capire i problemi del suo popolo e nonostante ciò, si dà un sacco di arie. Pensa si essere uno statista quando invece i sondaggi dimostrano che egli non è gradito dai connazionali. Infatti solo il 18 per cento lo tollera e l’82% non lo regge più e minaccia un golpe per toglierselo dai piedi.

Bisogna essere consapevoli di ciò che accade in Francia ma bisogna non trascurare quanto succede nell’intero continente. Queste manifestazioni di forte intolleranza che sfociano in proteste molto forti che rasentano una situazione rivoluzionaria, devono far riflettere tutti, in particolare i governi dei Paesi europei, in particolare quelli che hanno maggiori difficoltà economiche.

Il popolo si ribella quando le risorse finanziarie vengono meno e la maggioranza dei cittadini subiscono condizioni di povertà. Cioè quando la distribuzione della ricchezza s’inverte con i 2/3 della popolazione soffre pesanti condizioni economiche che rasentano la povertà e 1/3, invece, sta bene.

Queste condizioni si verificano perché la politica contemporanea non è stata più capace, diversamente dal passato, di scelte idonea a distribuire la ricchezza avvicinando la popolazione che sta male a quella che sta bene, invertendo le proporzioni attuali (1/3 che sta meno bene e 2/3 che stanno bene).

Le motivazioni del perché di quanto stiamo assistendo, ora in Francia ma domani potremmo vederlo anche in altri Paesi europei, sono addebitabili alla incapacità dell’attuale classe dirigente di fare scelte adeguate ai bisogni. Certamente ci sono responsabilità che provengono da un certo passato, non tutto, ma non possiamo non vedere che nei giorni nostri la politica manca di progettualità, di pensiero e ragionamento capaci di disegnare una prospettiva positiva. Mancano i principali fondamentali di una adeguata preparazione che sovverta gli elementi a cui assistiamo quotidianamente improntati alla superficialità legata alla supponenza. Se non ci sarà una nuova classe dirigente che sostituisca i tanti personaggi minori che occupano certi governi della Comunità europea e che sia capace di invertire rapidamente le attuali condizioni negative per la crescita e lo sviluppo, sarà inevitabile un rapido scadimento delle condizioni di vita anche del nostro Paese.