Pietro Samperi, l’urbanista più competente.

È venuto a mancare a 90 anni appena compiuti il mio grande maestro e amico Pietro Samperi, illustre urbanista, uomo probo e riferimento culturale per diverse generazioni professionali e politiche.

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Ho avuto la fortuna di conoscere Pietro Samperi nella primavera del 1973. In quel periodo ero presidente del consiglio provinciale romano del movimento giovanile della DC come rappresentante della sinistra di base.

Con il mio grande amico Franco Fausti, giovane consigliere comunale, avevamo frequentato il Comitato per il Verde del Pineto e avevo organizzato un Comitato analogo nel mio quartiere per contrastare la costruzione di un vasto complesso immobiliare nel cosiddetto “Pratone delle Valli” vicino a Monte Sacro. Per questo motivo, quando Fausti mi disse che la Commissione Urbanistica del Comune di Roma era in procinto di visitare Parigi per un viaggio ufficiale nel quale i consiglieri potevano portare le mogli con spese a loro carico e che la moglie non poteva più partecipare, accettai di buon grado di sostituirla.

Fu una delle esperienze più interessanti della mia vita anche perché ebbi modo di apprezzare la competenza dell’ingegnere Pietro Samperi allora direttore dell’Ufficio Speciale per il Piano Regolatore del Comune di Roma. Samperi era un personaggio noto essendo stato uno degli estensori del Piano Regolatore Generale del 1962. La sinistra democristiana, per questo, lo aveva talvolta coinvolto nelle polemiche politiche con l’ex Sindaco Amerigo Petrucci. Quando l’anno successivo venni nominato Aggiunto del Sindaco della quarta Circoscrizione e il Sindaco Darida decise di procedere alla revisione del Piano Regolatore per la modifica degli standard urbanistici con l’aumento delle superfici a verde e servizi pubblici attraverso varianti circoscrizionali, Samperi propose di cominciare con la mia Circoscrizione. Organizzai con la sua assistenza numerose assemblee pubbliche ed ebbi la soddisfazione di vedere approvata la proposta di variante circoscrizionale all’unanimità.

Avevamo proposto di trasformare a verde pubblico e servizi oltre al Pratone delle Valli anche diverse altre aree fabbricabili, contrastando interessi facilmente immaginabili. Credo che Samperi abbia subito pressioni, anche maggiori di quelle subite da me, ma non l’ho mai visto preoccupato o incerto. Da quell’esperienza ho capito che Samperi non soltanto era l’urbanista più competente, ma anche la persona più affidabile e non ho più fatto nessuna scelta importante senza consultarlo. Già allora per Samperi la questione centrale della politica urbanistica romana era la completa realizzazione del Piano Regolatore Generale del 1962 approvato nel 1965 attraverso la costruzione del Sistema Direzionale Orientale (SDO) noto anche come Asse Attrezzato. Era questa la proposta di trasformazione più innovativa e radicale della nostra città. Lo SDO prevedeva infatti lo spostamento di gran parte degli uffici pubblici e privati dal centro storico in centri direzionali integrati composti non solo da uffici ma anche da residenze, attività commerciali , servizi pubblici (es. parchi, ospedali ) e privati lungo una grande area tangenziale attrezzata da sud ad est servita da una metropolitana ( la D ) da costruire quasi interamente in superficie e da un sistema stradale di grande capacità.

Dopo anni di studi e di approfondimenti proprio nel 1974 era stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale una variante urbanistica che aggiornava i contenuti dello SDO anche alla luce dell’avvenuto decentramento amministrativo. Nelle elezioni comunali del 1976 la DC ottenne il massimo risultato storico con 27 consiglieri comunali su 80, ma il PCI ne elesse 30 e cominciò la lunga (9 anni) stagione delle giunte di sinistra. Non ostante l’unanimità raggiunta due anni prima sulla revisione dello SDO neppure in quegli anni lo SDO fece grandi passi avanti.

Nè la rimozione di Samperi dalla guida dell’ufficio speciale del PRG nel 1980 fu positiva per raggiungere l’obbiettivo . Tra le numerose pubblicazioni di Samperi è importante ricordare “Temi di urbanistica romana” del 1981 che è ancora oggi una guida efficace e puntuale per ogni amministratore e per ogni studioso. Cominciò in quegli anni la sua esperienza di professore universitario prima a Pescara e poi a Roma. Il libro succitato costituì la base del programma urbanistico della DC quando Nicola Signorello diventò Sindaco dopo le elezioni del 1985. Samperi fu consulente del Sindaco, disponibile a dare consigli a ciascuno di noi. Per quanto mi riguarda, eletto Assessore al Traffico e alle Metropolitane, feci tesoro della sua competenza e dei suoi consigli anche durante i viaggi di lavoro a Parigi e a New York. Samperi poteva facilmente trattare la progettazione urbanistica delle metropolitane, dei parcheggi sotterranei e delle isole pedonali, questioni che approfondimmo fino all’elaborazione di un piano generale dei parcheggi ancora oggi in gran parte inattuato.

Ma per Samperi la questione centrale era sempre la completa realizzazione del Piano Regolatore Generale del 1962 attraverso la costruzione del Sistema Direzionale Orientale (SDO) . Il sindaco Signorello e i suoi successori Giubilo e Carraro si impegnarono molto e la relativa progettazione di massima venne elaborata con la consulenza di grandi progettisti come Kenzo Tange,ma le divisioni nella maggioranza, soprattutto sulla questione dell’esproprio generalizzato, non consentirono di andare avanti. Dopo la crisi di Tangentopoli nel 1993 , tramite l’ elezione diretta, divenne Sindaco Rutelli, espresso da una coalizione di sinistra. Ben presto fu chiaro che la Giunta Rutelli,per altro intenta a realizzare la politica urbanistica del “pianificar facendo” non aveva nessuna intenzione di realizzare lo SDO, che infatti venne non ritardato, come negli anni precedenti, ma sostanzialmente annullato anche con la scusa di un ritrovamento archeologico nell’aeroporto di Centocelle compromettendo così la più importante opportunità di rinnovamento della nostra città. . Samperi commentò questa grave sconfitta con una pubblicazione il cui titolo è, non a caso, “Distruggere Roma”. Samperi si interessò molto del progetto Roma Capitale partecipando alla omonima Commissione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Continuammo a frequentarci anche durante la mia breve esperienza parlamentare e fu come sempre prodigo di consigli.

Da cattolico impegnato nella società civile partecipò all’attività dell’Unione Italiana dei tecnici cattolici ( UCIT ) diventandone Presidente nel 2004. Da allora ha sempre curato la realizzazione del bollettino nel quale convivevano argomenti tecnici, sociali e di approfondimento religioso. In quegli anni abbiamo spesso partecipato ad una trasmissione televisiva sulla rete Televita nella quale parlavamo dei problemi urbanistici e della mobilità di Roma. Dopo le elezioni del 2008 inviammo al Sindaco Alemanno un documento nel quale avevamo riassunto quanto espresso nelle numerose trasmissioni . Successivamente, mentre tornavo con alterne fortune ad occuparmi della realizzazione di nuove metropolitane, Samperi intraprendeva nuove battaglie civili contro l’accordo di programma di piazza dei Navigatori, contro il progetto di trasformazione in residenze della vecchia Fiera di Roma e contro la realizzazione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle.

Ha scritto fino all’ultimo sul bollettino dell’Associazione con passione e continuità di queste battaglie e di altri argomenti forte di un ormai unanime riconoscimento alla sua competenza e alla sua onestà in ogni ambito professionale e politico. A questo riguardo credo che la sua più grande soddisfazione sia stato l’invito da parte di Italia Nostra, che lo aveva spesso criticato nel passato, a svolgere una lectio magistralis nella sua sede alla quale ho partecipato e che ebbe un grande successo .