Polonia, ha vinto la destra ma il cambiamento non può essere fermato.

Abbiamo chiesto a Mirosław Szczerba, ex portavoce e consulente per i media del presidente Lech Wałęsa, un breve commento sulle elezioni polacche per il nuovo Presidente della Repubblica. Questo il suo contributo.

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In queste elezioni presidenziali, la differenza tra Andrzej Duda e Rafał Trzaskowski è stata di soli 400.000 voti. Gli aventi diritto raggiungevano i 30 milioni.  La differenza registrata, come è noto a vantaggio di Duda, corrisponde a un errore statistico del 2%. Per questo, alla vigilia del voto, l’esito prevedibile era così incerto.

Il candidato dell’opposizione era sostenuto solo dalla sinistra e non da altri ex candidati, dunque mancava dell’appoggio di quell’area di popolazione legata a piccole città e villaggi.  La mancanza di sostegno è dipesa purtroppo dagli interessi e dalle gelosie di partito.  A urne aperte, si è palesato un sostanziale pareggio, ma l’attuale Presidente ha annunciato la vittoria senza attendere il consolidamento dei risultati. 

Occorre dire che il Presidente ha anche vinto grazie all’ondata di odio, alimentata dai media statali, contro il candidato dell’opposizione.  Il quadro di queste elezioni appariva semplice è complicato al tempo stesso perché entrambi – Duda e   Trzaskowski – mettevano insieme 10 milioni di elettori, in pratica equivalenti, come somma, ai 2/3 del corpo elettorale.  

In ogni caso, circa 10 milioni di Polacchi non hanno votato.  Il problema ha riguardato anzitutto i Polacchi residenti all’estero, bloccati non solo a causa del coronavirus. In molte sedi diplomatiche polacche operano ambasciatori che sostengono la destra al potere e molto è stato fatto per rendere difficile il voto. Ciò nondimeno, il candidato dell’opposizione ha sicuramente vinto all’estero.  Quel che emerge, alla fine, è la profonda divisione politica del Paese. 

Ora, sulla base di questi rapporti politici, la situazione si presenta alquanto complicata. Sta di fatto che la destra al potere deve cambiare strategia.  I giovani vogliono una Polonia diversa, moderna, inserita a pieno titolo nell’Unione europea. Sicuramente dovranno contare e conteranno le tradizioni nazionali, culturali e cristiane. Di questo sono consapevoli anche i più giovani, a dimostrazione di come evolva la visione del cambiamento in Polonia.