Povertà, male d’Italia. Una nota sul sito dell’Azione Cattolica.

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I dati del Rapporto Istat sulla povertà in Italia ci raccontano chi sono e quanti i nuovi poveri: giovani, famiglie e stranieri. Serve un nuovo welfare state. Francesco: la povertà è “figlia dello sfruttamento, della violenza e della distribuzione ingiusta delle risorse”

 

Antonio Martino

 

Sono 5,6 milioni gli italiani che vivono in povertà assoluta. Uno ogni dieci. La fotografia impietosa dell’ultimo Rapporto Istat sulla povertà mostra un’Italia con un’economia piegata dalla pandemia e dalle conseguenze di una guerra alle porte di casa. Una guerra che a differenza di tutte le altre che, in contemporanea, si combattono nel mondo ci riguarda direttamente, perché direttamente siamo in campo anche noi, visto che le armi che forniamo agli ucraini per difendersi dall’aggressione russa costano e pesano sulle nostre tasche. Come pesano sulle nostre tasche le sanzioni applicate nei confronti di Mosca e le rappresaglie sul gas che il Cremlino ci indirizza contro.

 

La crisi sociale che sempre accompagna quella economica di certo è destinata a peggiorare senza una significativa riforma del welfare state attualmente vigente. Una necessità che deriva innanzitutto da una novità di questi tempi: secondo l’Istat la fascia di età più colpita dalla crisi è quella dei giovani, mentre sino al decennio scorso l’infelice primato toccava agli over65. C’è poi un’ulteriore dato che si palesa con evidenza: la condizione di povertà assoluta – che come scrive l’Istat è non essere in grado di assicurare a se stessi una spesa mensile che consenta di avere “uno standard di vita minimamente accettabile” – varia sempre più a seconda del territorio di residenza.

 

Secondo l’Istat, per un adulto che vive in un’area metropolitana del Nord, la soglia di povertà assoluta è pari a una spesa mensile di 852,83 euro, mentre scende a 766,70 euro se la persona risiede in un piccolo comune settentrionale e si abbassa ulteriormente a 576,63 euro se vive in un paesino del Sud Italia. Terzo e ultimo elemento degno di sottolineatura – anche se non propri nuovo – è il dato che riguarda le famiglie con tre o più figli, specie se minori. In questo caso la povertà assoluta tocca il 22,6 %: quasi una famiglia numerosa su cinque vive in povertà assoluta.

 

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