Prepariamoci al boom economico

Il voto di maggio per il rinnovo del Parlamento europeo mette in ombra i tanti problemi che affliggono il nostro Paese

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Il voto di maggio per il rinnovo del Parlamento europeo mette in ombra i tanti problemi che affliggono il nostro Paese, posticipando l’esame dei nodi politici che sempre più numerosi arrivano al pettine. Il comportamento del Governo e più in generale di tutti i partiti o movimenti, siano essi di maggioranza o di opposizione, sono da considerarsi irresponsabili. Ed è evidente che tali atteggiamenti contribuiscono ad aggravare la già precaria condizione economica in cui versa il nostro Paese. Oltretutto, la mancanza di qualsiasi disegno di riforme strutturali, provoca un arretramento rispetto alla modernizzazione che altri paesi europei hanno invece fatto e diventando molto competitivi e attrattivi sul versante degli investimenti nei loro territori.

Ma, purtroppo, da noi non accade nulla di tutto ciò perché se da un lato non c’è alcuna idea di modernizzazione, dall’altro vengono fatte scelte che producono l’allontanamento da una politica innovativa capace di rilanciare sviluppo economico e sociale. Infatti, l’Italia rimane osservato speciale sotto stretto monitoraggio della Ue per gli squilibri della sua economia. In questo modo vengono mandate in soffitta le tesi del Presidente Giuseppe Conte, che prevede un 2019 bellissimo e del vice Presidente Luigi Di Maio che, addirittura, prevede un boom economico come quello degli anni ’60.

A fronte di questa fotografia rappresentativa della realtà, non c’è proprio nulla di cui rallegrarsi. Anzi, la preoccupazione che la situazione possa peggiorare è reale, specialmente per le scelte fatte dal Governo che non producono sviluppo per mancanza di adeguati investimenti e per la presenza di forme assistenziali e previdenziali che non contribuiscono alla crescita ma solo all’aumento del debito pubblico.

Però, nonostante la situazione sia così visibilmente preoccupante, si continua a far finta di niente, a gettare fumo negli occhi dei cittadini assicurandogli che non ci sarà nessuna manovra correttiva ai conti dello Stato perché tutto funziona a meraviglia, che i provvedimenti della finanziaria saranno mirabolanti e che pure consentiranno crescita e sviluppo. E nonostante tutti gli osservatori economici Nazionali, Europei e Internazionali mettano in guardia sulla reale possibilità di cadere nel baratro, si continua imperterriti a dire che non è vero ciò che dicono, che non sanno valutare, che non ne azzeccano mai una di giusta.

Eh, sì, perché per loro ciò che viene prima di tutto sono le elezioni europee, strumento utile a dimostrare chi prenderà più voti pensando che poi si possa risolvere l’irrisolvibile. Purtroppo non è così perché l’economia non aspetta gli esiti elettorali ma vuole fatti concreti, tangibili. Diversamente, non ci rimane che attenderci il peggio.