Prepariamoci

Meglio tenere un atteggiamento responsabile

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Di una cosa possiamo essere certi, non ci sorprenderà più. Almeno questo è un vantaggio. Un vantaggio non da poco, soprattutto se ci si attiene alle regole e alle leggi stabilite. Come abbiamo visto, il virus si batte anche, se non soprattutto, con la cultura. La cultura del diritto, la cultura del buon ordine.

Chi ha invece inteso trascurare questo aspetto, si è trovato in gravi difficoltà. Cito solo un Paese tra tanti: gli Stati Uniti d’America. Ora, tra gli estremi dei comportamenti cinesi e il lassismo degli americani, meglio tenere un atteggiamento responsabile, che non sia né da regime poliziesco né da Paese lasciato in balia dei comportamenti individuali.

Siamo all’11 luglio e da due tre giorni, anche da noi, il virus ha leggermente rialzato la testa. Ancora tutto sotto controllo, però testimonia quanto sia ancora insidiosa la sua maligna presenza. Non è da escludere che a temperature autunnali possa nuovamente riprendersi una cattiva scena.

Fermo restando che proprio ieri il Presidente del Consiglio dei Ministri ha dichiarato che lo Stato di Emergenza sarà prolungato fino al 31 gennaio 2021. Altri sei mesi. La scienza è sempre in allarme. Dovremmo credere che la farmacologia tiri fuori il coniglio dal cappello e che un vaccino si possa applicare all’inizio del prossimo anno. Ma vaghiamo nel campo delle speranze.

L’economia e la sfera sociale saranno messe ancora sotto torchio. Anzi, nell’ambito della prima le ripercussioni negative busseranno alla porta a fine estate. Sul piano prettamente sociale dovremmo aver già abbondantemente acquisito le norme sostanziali del comportamento: MASSIMA ATTENZIONE, DISTANZE RISPETTATE, MASCHERINE DA INDOSSARE IN LUOGHI CHIUSI, IGIENE DELLE MANI E PRONTO INTERVENTO ALL’APPARIRE DEI PRIMI SINTOMI INFLUENZALI.

Questa, sarà la cassetta degli attrezzi comportamentali. Gli italiani hanno dimostrato, tranne qualche sporadico caso, di meritarsi un giudizio corposamente positivo. C’è da mettere sul piatto, però, anche una stanchezza spirituale. Abbiamo accumulato da inizio marzo, uno stress non da poco. Dobbiamo saper fronteggiare eventuali restrizioni che metteranno a dura prova ancora il nostro stile di vita.

La parte produttiva, in tutti i suoi settori, si è già equipaggiata per non essere più esclusa dalla propria funzione. Il corpo di un Paese importante come l’Italia, non potrebbe più tollerare chiusure improvvise di settori vitali per la ricchezza del Paese. Purtroppo, ci sarà da registrare anche una miriade di realtà non solo in affanno, ma pure in obbligo di chiusura. E tutto questo già ci fa allarmare, perché vi saranno grigie ripercussioni sul tessuto sociale, che richiederà sicuramente un ulteriore intervento di pratiche da welfare, al fine di attenuare le gravi difficoltà che purtroppo, per molti si stanno ormai, tristemente, profilando.

Per quello che si può, godiamoci il sole dell’estate, a chi è concesso, pure il mare o la montagna. Comunque sia, facciamoci una scorpacciata di luminosità. Ne avremo un gran bisogno quando il sole tenderà a piegarsi verso il basso nella sfera terreste.