Presentato il logo del Giubileo 2025. “Perché il mondo sperimenti la speranza”. Le parole del card. Pietro Parolin.

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Le vicende che stiamo vivendo, ha fatto presente il cardinale Parolin, «soprattutto in questi mesi recenti, sembrano obbligare la Chiesa a tenere fisso lo sguardo sulla virtù della speranza che, non a caso, è definita una virtù teologale, perché è posta a fondamento stesso della vita cristiana insieme alle altre due virtù della fede e della carità».

 

L’Osservatore romano

 

Pellegrini di speranza, il motto del Giubileo del 2025 scelto dal Papa, «possa diventare davvero per il mondo intero un autentico contenuto da sperimentare». È l’auspicio espresso dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, nella conferenza stampa riguardo le prime iniziative per il Giubileo e, specificatamente, per la presentazione del logo ufficiale dell’Anno santo. L’incontro — coordinato dall’arcivescovo Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo — si è svolto nel pomeriggio di martedì 28 giugno, nello splendido scenario della Sala Regia del Palazzo apostolico.

 

Le vicende che stiamo vivendo, ha fatto presente il cardinale Parolin, «soprattutto in questi mesi recenti, sembrano obbligare la Chiesa a tenere fisso lo sguardo sulla virtù della speranza che, non a caso, è definita una virtù teologale, perché è posta a fondamento stesso della vita cristiana insieme alle altre due virtù della fede e della carità». E «la speranza ci richiama tutti a essere responsabili costruttori di un mondo migliore, come ha scritto Papa Francesco in vista dell’Anno giubilare: “Dobbiamo fare di tutto perché ognuno riacquisti la forza e la certezza di guardare al futuro con animo aperto”».

 

Ringraziando coloro che sono più direttamente coinvolti nella responsabilità organizzativa del Giubileo «per la collaborazione che in forme diverse è stata offerta» in questa fase preparatoria, il cardinale Parolin ha rilanciato l’importanza della «complementarietà necessaria e feconda per il bene» dei pellegrini che verranno a Roma «per attraversare la porta santa, secondo l’antica tradizione giubilare».

 

L’Anno santo 2025, ha concluso il segretario di Stato, «è una bella opportunità che è offerta in modo speciale a Roma e all’Italia, come momento qualificante per accogliere i milioni turisti che giungeranno per vivere certamente un evento di fede, ma nello stesso tempo di cultura e di ammirazione per questi splendidi luoghi».

 

L’arcivescovo Fisichella ha quindi presentato il logo del Giubileo, disegnato da Giacomo Travisani e scelto personalmente da Papa Francesco, l’11 giugno scorso, tra le tre proposte indicate da una commissione internazionale che le ha selezionate tra le 294 presentate da persone, tra i 6 e gli 83 anni, di 213 città e 48 Paesi.

 

«Il logo rappresenta quattro figure stilizzate per indicare l’umanità proveniente dai quattro angoli della terra» ha spiegato nei dettagli l’arcivescovo. «Sono una abbracciata all’altra, per indicare la solidarietà e fratellanza che deve accomunare i popoli. Si noterà che l’apri-fila è aggrappato alla croce. È il segno non solo della fede che abbraccia, ma della speranza che non può mai essere abbandonata perché ne abbiamo bisogno sempre e soprattutto nei momenti di maggiore necessità».

 

«È utile osservare le onde che sono sottostanti e che sono mosse per indicare che il pellegrinaggio della vita non sempre si muove in acque tranquille» ha fatto notare. «Spesso le vicende personali e gli eventi del mondo impongono con maggiore intensità il richiamo alla speranza. È per questo che si dovrà sottolineare la parte inferiore della croce che si prolunga trasformandosi in un’ancora, che si impone sul moto ondoso. Come si sa — ha aggiunto — l’ancora è stata spesso utilizzata come metafora della speranza. L’ancora di speranza, infatti, è il nome che in gergo marinaresco viene dato all’ancora di riserva, usata dalle imbarcazioni per compiere manovre di emergenza per stabilizzare la nave durante le tempeste».

 

«Non si trascuri il fatto che l’immagine mostra quanto il cammino del pellegrino — ha detto l’arcivescovo Fisichella — non sia un fatto individuale, ma comunitario con l’impronta di un dinamismo crescente che tende sempre più verso la croce. La croce non è affatto statica, ma anch’essa dinamica, si curva verso l’umanità come per andarle incontro e non lasciarla sola, ma offrendo la certezza della presenza e la sicurezza della speranza. È ben visibile, infine, con il colore verde, il motto del Giubileo 2025: Peregrinantes in Spem».

 

Il logo è stato scelto, dunque, nell’ambito di un concorso internazionale «al quale hanno partecipato studenti, studi grafici, istituti religiosi, professionisti e studiosi di arte che si sono confrontati con il tema del pellegrinaggio e della speranza». La commissione «ha valutato i lavori presentati secondo tre criteri: pastorale, perché il messaggio del Giubileo fosse facilmente intuibile; tecnico-grafico, che garantisse una buona fattura grafica per la riproducibilità; estetico, perché il disegno fosse ben fatto e accattivante».

 

Eloquente la testimonianza di Giacomo Travisani, autore del logo: «Ho immaginato gente di ogni “colore”, nazionalità e cultura, spingersi dai quattro angoli della terra e muoversi in rotta verso il futuro, gli altri, il mondo, come vele di una grande nave comune, spiegate grazie al vento della speranza che è la croce di Cristo. La speranza, mi sono detto, è nella croce, con il Papa alla guida del popolo di Dio verso la meta comune. Abbracciando la croce che diviene un’ancora, saldo riferimento per l’umanità».

 

L’arcivescovo Fisichella ha inoltre fatto presente l’indicazione di Papa Francesco di focalizzare i prossimi due anni precedenti al Giubileo su due tematiche particolari. Il 2023 sarà così dedicato alla rivisitazione dei temi fondamentali delle quattro Costituzioni del Concilio Vaticano II , di cui il prossimo 11 ottobre si celebrerà il 60° anniversario di apertura, «perché la Chiesa possa respirare di nuovo» quel «profondo e attuale insegnamento». Sono in preparazione una serie di sussidi agili, «scritti con un linguaggio accattivante».

 

Il 2024, invece, sarà un anno dedicato alla preghiera, per «creare un contesto favorevole al Giubileo e permettere che i pellegrini possano prepararsi a questo evento, che è anzitutto spirituale, in modo coerente ed efficace».

 

«Dopo l’estate sarà disponibile il sito ufficiale del Giubileo con la relativa app» ha annunciato l’arcivescovo, mettendo in risalto lo spirito di collaborazione e di responsabilità in questo tempo di preparazione e ringraziando, di queste, le autorità italiane. Sito e app «rappresenteranno uno strumento per aiutare i pellegrini a vivere al meglio gli eventi proposti, facilitando l’esperienza spirituale e culturale della città di Roma. Il portale del Giubileo conterrà infatti, oltre all’importante “Carta del pellegrino”, notizie, cenni storici, informazioni pratiche, servizi e strumenti multimediali, in dieci lingue e con un alto livello di accessibilità per le persone disabili». Entro l’anno, ha concluso, sarà pronto il calendario dell’Anno santo 2025 con gli eventi particolari.

 

 

Fonte: L’Osservatore Romano – 30 giugno 2022.