Presto l’insulina in pillole

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Per milioni di persone che vivono con il diabete una dolorosa puntura, una o due volte al giorno, è l’unica opzione per somministrare l’insulina che il loro organismo non è in grado di produrre da solo. Ora, i ricercatori della Harvard John A. Paulson School of Engineering e Applied Sciences hanno sviluppato un metodo di somministrazione orale che potrebbe trasformare radicalmente il modo in cui i diabetici mantengono sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue. Se ne parla sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

Per ottenerla, hanno utilizzato un liquido, che trasporta l’insulina, costituito da colina (anche detta vitamina J) presente in vari alimenti, e acido geranico, un composto chimico presente nel cardamomo e nella citronella, utilizzato come addensante nei prodotti alimentari. Il tutto è stato inserito in una capsula con un rivestimento resistente all’acido presente nello stomaco. La formulazione è biocompatibile, semplice da realizzare e può essere conservata fino a due mesi senza degradazioni, spiegano gli autori.

“Una volta ingerita, l’insulina deve navigare lungo un percorso ad ostacoli prima che possa essere assorbita dal sangue in maniera efficace”, spiega il coautore Samir Mitragotri, che paragona la pillola ad un coltellino svizzero, dato che ha tutte le armi per affrontare i vari ostacoli del nostro corpo. Il rivestimento consente all’insulina di superare lo stomaco senza esserne degradata. Una volta raggiunto l’intestino tenue, la capsula si dissolve e rilascia il liquido che trasporta l’insulina: tale formulazione rimane stabile e riesce a superare gli ultimi due ostacoli, penetrando gli strati più interni dell’intestino tenue, che l’insulina da sola non sarebbe stata in grado di oltrepassare, date le sue grandi dimensioni.

Questa nuova modalità di invio dell’insulina, inoltre, ricorda il modo in cui il pancreas produce e manda l’ormone al fegato, in cui l’80% viene trattenuto e la parte restante, circa il 20% raggiunge il sistema circolatorio.

Questa nuova modalità di consegna dell’insulina, inoltre, ricorda il modo in cui il pancreas produce ed invia l’ormone al fegato, in cui l’80% viene trattenuto e la parte restante, circa il 20% raggiunge il sistema circolatorio. I risultati per ora in vitro e su modello animale (ratto), hanno mostrato un’efficacia significativa rispetto all’assorbimento dell’insulina e alla capacità di abbassare e tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue.