Può rinascere il campo di calcio di Villa Gordiani a Roma? Appello a Francesco Totti e le responsabilità del V° Municipio

Dall’inizio della terza decade di novembre è tornato di grande attualità l’impianto sportivo di Villa Gordiani

323

Dall’inizio della terza decade di novembre è tornato di grande attualità l’impianto sportivo di Villa Gordiani, dismesso lo scorso anno per decisione del V° Municipio. Questo interesse grazie a un filmato di 22 secondi, presente nel film – documentario;  “Mi chiamo Francesco Totti” di Alex Infascelli, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2020 e successivamente,  in visione in diverse modalità, per il grande pubblico. In un breve spezzone del film, si vede un giovanissimo Totti,  all’epoca era della Lodigiani, (forse 1988), che “ segnava un goal su calcio di rigore, nel campo  di Villa Gordiani, e poi la corsa gioiosa verso il centro campo”.

Un gruppo di giovani della squadra di calcio di Villa Gordiani, dopo aver visto il film, inviano attraverso un post sui  social  un accorato appello a Totti, chiedendo di aiutarli a far restituire  ai ragazzi nel territorio dei Gordiani lo storico campo di calcio.  Gli autori dell’appello, scrivono: “Noi non ci abbiamo messo un secondo a riconoscere quel campo di terra battuta. Il nostro campo. Forse non lo sai Francè, ma oggi quella porta non c’è più! Per noi, che siamo una realtà formata da ragazzi in questo quartiere, quel campo oggi è l’unica possibilità per provare a rendere veramente accessibile il diritto allo sport in un quartiere popolare come il nostro. Oggi quel campo non c’è più, resta solo una porta, l’altra rispetto a quella dove tu segnasti. Su quel campo c’è un enorme vuoto e un mare di ricordi.” Uno spazio sportivo conosciuto e praticato non solo dagli attuali giovani e ragazzi, ma dai loro padri e dai loro nonni. Una bella storia vera,  di oltre 60 anni, ma che oggi è diventata purtroppo triste, in nome della presunta “ trasparenza, legalità e  partecipazione.”

Ma come nasce il campo di calcio di Villa Gordiani? Quando alla metà degli anni ‘50, si costruiva il “Nuovo quartiere urbano di Villa Gordiani”, un enorme cartellone del Comune di Roma, posizionato sulla via Prenestina, allora a una corsia (così era da Largo Preneste/Acqua Bullicante, davanti allo stabilimento Snia, verso Quarticciolo), indicava le caratteristiche del nuovo insediamento. Un quartiere che comprendeva: “la costruzione di 110 fabbricati con 2.000 appartamenti per 10.000 vani, due edifici per scuole popolari con 90 aule, laboratori, refettori e palestre, mercato coperto e negozi, parco pubblico archeologico con campo sportivo”, era una zona urbana autosufficiente, fra la Prenestina e la linea delle F.S. per Pascara, nel quadrante Est della città.

Erano tempi in cui lo sviluppo e la crescita della popolazione nella Città Eterna era di 70/80 mila cittadini all’anno e le esigenze abitative e sociali erano particolarmente urgenti, specialmente per le zone di periferia con forte espansione, ove esistevano anche i drammatici problemi di precarietà  dei baraccati. In questo contesto “ il campo di calcio di Villa Gordiani”, nell’omonimo parco archeologico, grande polmone verde della zona, ha rappresentato, per oltre mezzo secolo, non solo per i ragazzi del quartiere Prenestino, un centro di aggregazione sportivo e sociale, un ritrovo per le famiglie per vedere partite e allenamenti, una sede riconosciuta dal Coni, di incontri di calcio amichevoli e di campionati della FIGC (federazione Italiana Gioco Calcio) delle serie minori, un servizio che dava prestigio alla periferia e al territorio, prima circoscrizionale e poi municipale.

Nel 2019 la Giunta del V° Municipio di Roma decide di dismettere il campo di calcio, in nome di una presunta tutela ambientale:  rimuovere alcuni manufatti di servizio, considerati abusivi, su terreno comunale, e una presenza di amianto. Un fatto discutibile, dal punto di vista del buon senso. Sarebbe stato meglio per l’interesse dei cittadini, quello di promuovere invece una bonifica e una riqualificazione dei manufatti dell’impianto sportivo. Una decisione incomprensibile,  priva di alcun fondamento logico e di buona amministrazione, che viene energicamente contestata dai cittadini del quartiere, anche con prese di posizione sulla stampa, nei social e dalle opposizioni nel Consiglio del V° Municipio.                                                                    

La riprova dell’impopolarità e della “ideologica decisione”,  di dismettere il campo di calcio di Villa Gordiani, è stata verificata soprattutto dalla contrarietà dei cittadini il 24 giugno 2019, in occasione della riunione del Consiglio del V° Municipio, convocato per discutere di questo argomento. “Surreale il clima, davanti e dentro la struttura utilizzata per il dibattito, presso il Centro Sociale Anziani di Villa Gordiani; decine di Agenti della Polizia Roma Capitale, Polizia di Stato, Autoblindo della Celere, Polizia Forestale e Volontari delle Guardie Ambientali. La gente intervenuta è stata davvero tanta, e questo nonostante l’ingresso nella Sala sia stato governato per la prima volta dalla nascita delle Circoscrizioni prima, e dei Municipi poi, dalle Forze di Polizia. Un segno più che evidente, di una ingiustificata paura da parte dei Pentastellati, che governano il Municipio. Tutto invece è filato liscio, come del resto doveva essere.”

Ci sono stati interventi, da un lato chi, come i componenti della Giunta Boccuzzi, che sostenevano la bontà dell’operazione, con la demolizione del polo sportivo, a causa dalla presenza di amianto   e la   tutela archeologica,  dall’ altro, esponenti dell’opposizione, associazioni e cittadini, sostenitori della struttura sportiva perchè  nata con il quartiere,  parte integrante del complesso urbano, e per questo da tutelare con le necessarie  bonifiche,  per rilanciare sport e associazionismo. Per quanto riguarda i vincoli archeologici la collocazione del sito sportivo è irrilevante rispetto al parco e ai resti della Villa Patrizia, non a caso a Roma esistono altri impianti nel cuore della città come lo Stadio delle Terme , per l’atletica leggera, a Caracalla dal 1939, e nessuno si sogna  di sostenere che le antichità non sono tutelate.

La decisione del V° Municipio, approvata a maggioranza dal Consiglio, è stata immediatamente resa esecutiva, e nel luglio 2019, malgrado tante proteste, con l’intervento di ruspe e operai, hanno raso al suolo lo storico campo di calcio, per una spesa di circa 100.000 euro. Poi all’inizio di agosto 2019, una Commissione Sport e Cultura del Consiglio Comunale di Roma, di fatto ha coperto il discutibile e contestato operato del Municipio. Sono rimasti dubbi, tanta amarezza e molta delusione su questa brutta vicenda, perché riflettendo si può affermare che la decisioni prese dal V° Municipio, possano aver avuto un eccesso di potere, non essendo vincolanti, senza il consenso del Campidoglio. Questo si rileva dall’interpretazione del Regolamento del decentramento. L’Assessorato allo Sport non ha tutelato gli interessi dei cittadini del quartiere perché poteva proporre soluzioni di riqualificazione con una gestione partecipata, anziché far mortificare e creare danni sociali a una periferia del quadrante est, con la più alta densità abitativa della città.

Ecco perché l’appello dei giovani di Villa Gordiani, dopo oltre un anno dalla distruzione dello storico campo, a Francesco Totti, ha trovato spazio e ospitalità su tanti mezzi d’informazione nazionali e locali. E’ stata rimessa al centro una esigenza, un bisogno e una speranza di futuro che riaccende l’interesse per una struttura d riconquistare per i giovani e  i cittadini, in un periodo difficile, ove la pandemia ha ridimensionato, se non annullato, la vita sociale e sportiva.

Rinascerà il campo di calcio? Forse, le strade sono due, difficili ma non impossibili! Una, la Giunta Boccuzzi, che governa il V° Municipio, riesamini le sue decisioni insieme all’Amministrazione Capitolina, perché parlare per anni dello Stadio di Tor di Valle, e cancellare lo sport dalla periferia è uno scandalo. L’altra, con le elezioni per il rinnovo di Comune e Municipi del prossimo anno, nessuna coalizione politica, che vincerà le elezioni, si potrà sottrarre  dall’ affrontare e risolvere questa vicenda sportiva e sociale, conosciuta non solo a Villa Gordiani, ma in tutta la città !