Questa guerra non ha ancora vincitori ma ha un solo sconfitto: Putin.

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Ha perso tutto. La credibilità internazionale e quel poco di consenso interno che non fosse comprato o preso con la forza. Ha perso la sua stessa faccia.

Putin è riuscito a passare, in appena cinque giorni, da uomo più potente del mondo al più odiato, isolato. È rimasto solo, ha mandato un esercito di ragazzini a sparare contro qualsiasi cosa si muovesse e gliene sono tornati quasi seimila dentro una bara. Ora, potrà arrestarne cinquemila nelle sue piazze in tre giorni ma dovrà arrestarne ancora e ancora, fino ad avere più gente in carcere che nelle case e dovrà dare a seimila famiglie russe spiegazioni più che valide sulla morte dei loro cari.

Ha fatto di tutto per imporre il potere con la paura e la forza, ma in realtà ha rinforzato il sentimento popolare di unità. Anche un contadino disarmato può fermare un carroarmato. Questo, il messaggio al mondo che ha dato. Ha distrutto un Paese libero, provocato danni incalcolabili che dovrà pagare la sua Nazione insieme ai crimini di guerra. Voleva un’Ucraina disarmata e ha ottenuto il Paese più armato del mondo, alle porte e con il supporto di tutta la NATO, pur non facendone ancora parte.

Voleva un’Ucraina fuori dall’Europa, ha ottenuto un invito dalla UE a farne parte per aver dimostrato il suo popolo un onore e un valore unici, europei, libertari, dimostrati sul campo, combattendo soli contro uno degli eserciti più forti del mondo. Ha detto di andare a combattere i nazisti ma a dimostrato di essere lui, il nazista. Voleva un’UE divisa, ha pagato partiti e corrotto poteri, interferito nelle elezioni e ha ottenuto forse la prima volta nella Storia in cui la UE si è dimostrata veramente unita.

È riuscito a far rompere la storica neutralità anche alla Svizzera. Nessuno, mai era riuscito a tanto. Il mondo della cultura, dello Sport, ogni personalità di spicco ha preso le distanze da lui. Ha fatto vergognare in un silenzio epocale chiunque in passato si fosse accostato a lui. Ha fatto di tutto per dare un’immagine di sé forte e ha perso dinnanzi a Zelensky, che ha saputo entrare nei cuori di quaranta milioni di persone disposte a morire con lui e altrettanti nel mondo. Zelensky, ebreo, giovane, diventato politico e ora leader combattente vero e autentico, icona per le generazioni future.

E, se Zelensky morirà, sotto i colpi dei sicari mercenari che aveva già pagato per entrare in Ucraina molto, molto prima di invadere, avrà anche completato il capolavoro di aver creato un’icona, immortale nei cuori e negli animi della gente. Non c’è una sola cosa su cui non solo non abbia portato a casa un risultato ma non sia riuscito a contenere i danni subiti. Putin ha perso tutto ed è rimasto solo.