Regno Unito: La Brexit rovinerà l’economia

L'economia britannica soffrirebbe un crollo ancora più marcato della Grande depressione post-1929, registrando la peggiore recessione dalla fine della Seconda Guerra Mondiale

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Tutti i principali quotidiani del paese hanno aperto le prime pagine di ieri con i dettagli delle due distinte previsioni economiche sulle conseguenze del divorzio della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

Sul quotidiano economico “Financial Times” si legge che lo studio elaborato dagli economisti di diversi ministeri, coordinati dal Tesoro, afferma che in qualsiasi scenario di Brexit il paese soffrirà una decisa riduzione della sua ricchezza: il calo potrebbe essere più moderato se il Parlamento l’11 dicembre prossimo ratificasse l’accordo raggiunto dal primo ministro Theresa May con i leader dell’Unione Europea; ma anche in questo caso la Gran Bretagna perderà tra il 2020 ed il 2035 il 3,9 per cento del Pil che avrebbe invece prodotto se fosse rimasta nell’Ue.

Nel 2020, ricorda il giornale, dovrebbe finire il cosiddetto “periodo di transizione” dopo il quale la Brexit dispiegherà tutti i suoi effetti. Nel caso peggiore contemplato dai tecnici governativi, cioé che il 29 marzo 2019 la Gran Bretagna esca dall’Ue senza alcun accordo sui rapporti commerciali e doganali (la cosiddetta “no-deal Brexit”), e quindi senza neppure un “periodo di transizione”, il danno economico del quindicennio preso in considerazione ammonterebbe addirittura ad oltre il 10 per cento del Pil.

Quindi se la Gran Bretagna uscisse dall’Unione Europea senza nessun accordo, l’economia britannica soffrirebbe un crollo ancora più marcato della Grande depressione post-1929, registrando la peggiore recessione dalla fine della Seconda Guerra Mondiale: i tassi di interesse dei prestiti e dei mutui salirebbero in poco tempo al 5,5 per cento, i valori delle case crollerebbero del 30 per cento ed il Prodotto interno lordo (Pil) precipiterebbe dell’8 per cento.