Riflessione in questi giorni di dolore e di difficoltà dell’Italia e del mondo

Ciò che conta è la direzione

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Ogni attività di social dovrebbe avere a mio parere una direzione ben precisa, e, per quanto riguarda noi, accogliere e organizzare coloro che credono fermamente in un progetto d’ispirazione cristiana e popolare, laica e cattolica, che sappia produrre un seme di nuova democrazia e di nuova socialità, nel cammino iniziato dai padri politici Sturzo e De Gasperi, insieme anche, ovviamente ai tanti protagonisti del mondo cattolico in politica, così come si è determinato in oltre un secolo di storia.

Cosa vuol dire allora essere partecipi di questo progetto? Parto sempre dalla famosa affermazione di Papa Giovanni XXIII “ quando incontri un viandante, non chiedergli mai da dove viene, domandagli dove è diretto”.

Ciò che conta allora è la direzione. In questo momento storico ci sono molte direzioni: ci sono i populisti ( come prevalentemente i 5 stelle, ma la malattia è diffusa in ogni parte politica, perché purtroppo, si promette più di quello che si può fare, mentre, al contrario, De Gasperi diceva il contrario); ci sono i nostalgici ( e mi riferisco sia a coloro che vorrebbero ritornare a un passato recente o remoto, considerato paradigmatico, sia a chi pensa di rifare esattamente le stesse cose, senza rendersi conto che oggi non è più possibile); ci sono i coltivatori di illusioni (ottiche) che osservano solo miraggi e visioni; ci sono infine le persone concrete che guardano i fatti, riflettono sulla realtà del mondo attuale e, sulla base di quello che hanno imparato frequentando l’Amicizia del Signore, sia coscientemente, sia senza saperlo ( perché “ non chi dice Signore Signore …ma chi fa la volontà del Padre mio..”), propongono cose nuove, mantenendo le antiche nella loro pienezza valoriale, come dei buoni amministratori e cultori del bene comune.

Ecco noi vogliamo appartenere a questa categoria e non disperdere il grande patrimonio di cultura e di educazione politica e sociale che abbiamo conservato e che è a nostra disposizione, non tanto per ripeterlo, quanto perché ci serva a comprendere quello che dobbiamo fare oggi, dopo avere attentamente osservato quello che è avvenuto in questi ultimi 25-30 anni e proporre concrete risoluzioni e posizioni al servizio delle persone.